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AI e Società
Sì. I deepfake sono tra le manipolazioni più insidiose perché replicano volti e voci in modo estremamente realistico. L’AI, però, riesce a individuare micro-anomalie che sfuggono all’occhio umano: battiti di ciglia innaturali, movimenti labiali non perfettamente sincronizzati, artefatti digitali nei bordi delle immagini o nelle ombre. Esistono già software che analizzano fotogramma per fotogramma e segnalano la probabilità di contenuto manipolato. L’obiettivo non è sostituire il giudizio critico, ma offrire un supporto tecnologico che renda più difficile la diffusione incontrollata di contenuti falsi.
