Anacleto: Scuola sempre, torno a scuola

DESTINATARI
Il progetto, inizialmente ideato per sostenere i pazienti oncologici in età scolare, può essere esteso anche ai bambini affetti da altre patologie, che prevedano comunque tempi di terapia prolungati.

FINALITÀ
Normalizzazione della vita dei bambini/adolescenti in terapia

OBIETTIVO GENERALE
Assicurare al malato la continuità del suo sviluppo educativo, anche nel momento problematico della malattia.

EQUIPE MULTIDISCIPLINARE
Le attività verranno programmate da una equipe multidisciplinare che consenta la presa in carico totale del discente. L’equipe sarà costituita da un medico oncologo , uno psicologo/psicoterapeuta ed un docente con esperienza di tecnologie per l’informazione e comunicazione integrate con le nuove metodologie didattica cooperativa in modalità e-learning.


FASI DELL’AZIONE

ACCOGLIENZA
L’equipe:

  • prende contatto con il paziente, la sua famiglia e la scuola di appartenenza;
  • raccoglie tutti i dati necessari ed individua i bisogni;
  • individua gli interventi più opportuni e delinea un possibile progetto, flessibile e continuamente adattabile alle condizioni del paziente.

ATTIVITÀ DIDATTICA
Paziente che ha necessità terapeutiche che lo costringono a permanenze prolungate presso i centri di cura specialistici o, comunque, in strutture lontane dall’abituale residenza:

  • Se il centro presso cui è ospite prevede progetti di “scuola in ospedale”, l’equipe faciliterà l’attivazione del servizio e curerà i rapporti con la scuola di appartenenza.
  • Si metterà in atto la FAD (formazione a distanza) con un progetto ad hoc.

Paziente in terapia o in pausa terapia presso la propria abitazione ma impossibilitato alla frequenza:

  • Verranno concordati opportuni interventi domiciliari da parte di docenti, precedentemente formati.
  • Si metterà in atto la FAD con un progetto ad hoc.

REINSERIMENTO NELLA SCUOLA DI APPARTENENZA
All’atto del reinserimento nella classe di appartenenza il paziente verrà sostenuto con lezioni domiciliari nelle discipline che evidenzieranno le maggiori fragilità.

A questo proposito verranno formati docenti del maggior numero possibile di discipline, in modo da poter fornire assistenza a pazienti iscritti a qualsiasi tipologia di scuola.

Verranno inoltre predisposte unità didattiche in audio/video fruibili via web attraverso piattaforme podcast appositamente realizzate per il recupero di  quelle parti dei programmi curricolari nelle quali si rilevano difficoltà.

FAD – FORMAZIONE A DISTANZA
Per il giovane ospedalizzato o in degenza presso il proprio domicilio, che non ha la possibilità di frequentare in presenza le lezioni, l’apprendimento attraverso la formazione a distanza offre, per la sua flessibilità, una valida alternativa (o, in altri casi, integrazione) rispetto alle lezioni tradizionali: studiare dal luogo di degenza, non da solo o con un insegnante, ma con la mediazione e la collaborazione di un gruppo di coetanei.

Qualsiasi docente sa che l’apprendimento necessita  di interazione non solo con la persona esperta ma anche e soprattutto con il gruppo dei  pari, che  stimolano l’acquisizione dei contenuti   con  domande, dubbi e perfino con  la condivisione degli errori.

La FAD offre un servizio di qualità che favorisce l’apprendimento da parte del ragazzo ricoverato e, contemporaneamente, promuove la maturazione della personalità negli alunni delle classi coinvolte.

OBIETTIVI SPECIFICI DELLA FAD

  • Consentire il diritto allo studio degli studenti ospedalizzati, tramite l’utilizzo di tecnologie opportune.
  • Aiutare a superare l’isolamento attraverso collegamenti con la scuola di appartenenza, consentendo all’alunno ricoverato di continuare a sentirsi parte integrante di un gruppo, non isolato nella condizione di malattia.
  • Mantenere viva la motivazione per le attività scolastiche.
  • Preservare i contatti con la quotidianità al di fuori dell’ospedale.
  • Promuovere la maturazione degli aspetti cognitivi, emotivi e sociali del ragazzo.
  • Contribuire ad una migliore qualità della degenza offrendo un legame concreto con il mondo esterno.

METODOLOGIA DIDATTICA

  • Modulare: si utilizzeranno brevi moduli o unità didattiche compiuti ed indipendenti fra loro.
  • Trasversale: i temi trattati riguarderanno spesso più ambiti disciplinari.
  • Flessibile: la durata della degenza e le condizioni psico-fisiche del malato rappresentano elementi fondamentali per la programmazione delle attività didattiche (scelta dei contenuti, delle modalità e dei tempi dell’intervento educativo).

FASI OPERATIVE

In ospedale:

  • Informazione e sensibilizzazione del personale.
  • Coinvolgimento degli operatori sanitari.
  • Informazione e richiesta di consenso ai genitori.
  • Contatti con la scuola di provenienza.
  • Accordi con la scuola di provenienza per la videoformazione a distanza (calendario settimanale).
  • Monitoraggio delle attività.
  • Questionario di soddisfazione.
  • Certificazione di frequenza.

A scuola:

  • Approvazione del progetto da parte degli organi competenti
  • Presentazione del progetto ai genitori degli alunni
  • Corsi di formazione
  • Programmazione delle attività
  • Calendario settimanale delle sedute di formazione a distanza
  • Corsi di formazione per docenti ed alunni/famiglia su:
    • uso delle tecnologie
    • aspetti comunicativi/relazionali e psico-emotivi legati al contatto con il discente ospedalizzato
    • tecniche della comunicazione
    • visite guidate in ospedale

RUOLI
insegnante della scuola:

  • guida i propri alunni
  • ha funzione di regista nella sessione di formazione a distanza

insegnante ospedaliero (se presente):

  • coinvolge attivamente l’alunno malato
  • lo motiva alla partecipazione
  • cura la fase di preparazione
  • lo affianca durante la sessione FAD
  • stimola la produzione di elaborati
  • raccoglie e condivide con gli insegnati curricolari elaborati e documentazione attraverso piattaforme Cloud-based

VALUTAZIONE
La valutazione verrà effettuata tramite l’impiego di questionari di soddisfazione proposti agli alunni degenti, agli alunni della scuola di provenienza, agli insegnanti, ai genitori ed agli operatori ospedalieri.

PUNTI DI FORZA
La lezione in formazione a distanza non è una lezione frontale tenuta a distanza da un docente: è qualcosa di completamente diverso e di non banale gestione anche da parte di un professionista esperto della scuola tradizionale. Mettersi in gioco come docente in modalità e-learning costituisce un importante momento di riflessione e di ripensamento delle tecniche didattiche consuete da non sottovalutare.

Nello specifico i punti di forza possono essere sintetizzati in:

  • apprendimento fortemente veicolato dalla comunicazione diretta fra coetanei e li coinvolge intensamente;
  • gruppi di alunni con ruoli altamente corresponsabili (ideazione, programmazione, gestione)che restituisce una forte ricaduta positiva sulla classe;
  • alunni ospedalizzati attori principali nei processi didattici formativi attraverso interazione diretta;
  • intensità emotiva che accresce sia la motivazione che la concentrazione;
  • valorizzazione dei modi e stili di apprendimento personalizzati sia nelle modalità sincrone (one to one – one to many) sia asincronre (podcast).

 

“io conosco, tu conosci ……. in rete consapevolmente” – giovani mentori che dialogano con giovani e giovanissimi, per la cultura di cittadinanza attiva, critica e cosciente.

Proposta progettuale di azioni e iniziative per la prevenzione dei fenomeni di Cyber-Bullismo e di DigitalCrime.

Presentazione

Il cyberbullismo, la dipendenza da web, il G.A.P. (gioco d’azzardo patologico), il DeepWeb, la pedopornografia nel web e le frodi digitali, con vittime tra i minori, sono in aumento e rappresenta una vera e propria emergenza sociale.

I giovani, vittime di tali fenomeni, sono spesso giovanissimi (i primi pericoli si manifestano all’età di nove anni). Un fenomeno che deve essere contrastato immediatamente agendo su un doppio binario: la prevenzione primaria da una parte, e la capacità di riconoscere e risolvere questi fenomeni, quando in atto, dall’altra.

In tutti questi casi, protagonisti indiscussi sono i genitori che, insieme alle istituzioni scolastiche, giocano un ruolo primario nella battaglia contro i risvolti negativi che spesso porta con sé la rivoluzione digitale.

Il progetto “io conosco, tu conosci ….. in rete consapevolmente” si prefigge di realizzare, per la provincia di Sondrio, ma facilmente esportabile anche in altre realtà territoriali regionali/nazionali, un servizio di formazione/sensibilizzazione/educazione consapevole relativo a problematiche e rischi che i giovani, con le loro famigli, quotidianamente vivono nell’era digitale.

 

Obiettivi generali:

  • limitare e anticipare fenomeni di illegalità e azioni socialmente dannose;
  • favorire pratiche di mediazione dei conflitti sociali, di educazione alla legalità e rispetto civile;
  • migliorare politiche di prevenzione e di controllo sociale del territorio provinciale, di educazione e partecipazione giovanile, di informazione e comunicazione alle famiglie attraverso azioni pilota e buone pratiche, sperimentando interventi specifici, limitati, controllabili e trasferibili in diversi contesti educativi, culturali e sociali.
  • conoscere le origini, i presupposti e le dinamiche che stanno alla base del cyberstalking, della internet dependence, gioco d’azzardo on line e del digital crime (phishing, pedopornografia on line, Deep Web, ecc..);
  • conoscere le conseguenze generate dall’uso improprio della rete;
  • rispondere al bisogno di informazione e formazione da parte dei destinatari del progetto (genitori, alunni, insegnanti);
  • pianificare interventi ed elaborare strategie di prevenzione e contrasto nell’utilizzo “a rischio” del network e dei servizi di comunicazione associati (social, mail, web, pirateria informatica, ecc..), anche attraverso l’utilizzo di canali di comunicazione idonei alla natura digitale delle relazioni sociali usate oggi dagli adolescenti.

 

Obiettivi specifici

  • progettazione e realizzazione di un centro di ricerche provinciale e di documentazione dei fenomeni associati al digitalcrime;
  • organizzazione di programmi di intervento tesi alla prevenzione e al contrasto del fenomeno;
  • programmazione di interventi informativi/formativi indirizzati agli adolescenti (studenti), alle famiglie, alle agenzie educative, agli operatori scolastici;
  • definizione di protocolli e programmi fruibili dalle realtà scolastiche;
  • promozione di gruppi di lavoro territoriali/locali formati da docenti, genitori e studenti che possano costituire una prima interfaccia con le vittime di crimini digitali;
  • allargamento del progetto ad  altri fenomeni di devianza sociale;
  • coinvolgimento di soggetti istituzionali (comuni, istituzioni scolastiche) e ‘privati’ (agenzie educative, associazioni, comitati).

 

Progetto analitico

Fase 1 (Gennaio 2016)

  • definizione di un team di esperti costituiti da:
    • docente (in alternativa figura professionale esterna) esperto in psicologia dell’adolescenza, con specifiche competenze in ambito di cyberstalking e gap (gioco d’azzardo patologico);
    • docente esperto di sicurezza informatica e di reti telematiche (ICTE –information and communication expert), con specifiche competenze anche in ambito di analisi, progettazione, realizzazione e gestione di ambienti web oriented, finalizzati alla gestione della comunicazione e dell’analisi dei dati raccolti.
    • docente (in alternativa figura professionale esterna – rappresentante delle forze dell’ordine) esperto legale con specifiche competenza sulla normativa italiana ed internazionale su crimini informatici;
    • alunni del 2 biennio/ultimo anno, selezionati all’interno dell’indirizzo delle scienze umane, con mansioni di ricerca, organizzazione delle informazioni, osservazione e analisi del fenomeno, con ruolo attivo nella formazione dialogata verso i giovanissimi e giovani (alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado);

 

 

Fase 2 (Febbraio 2016)

  • realizzazione di una piattaforma (web + social network) cybermentors.it (o simile) con le seguenti specifiche funzionali:
    • CMS (content management system) per la gestione dei dati e delle elaborazioni degli stessi;
    • forum dedicato alle aree tematiche specifiche;
    • moduli digitali per la raccolta di informazioni on line;
    • faq;
    • NewsLetter;
    • area pubblica/riservata per docenti/famiglie/enti/associazioni dove condividere best practice, documenti, informazioni digitali, moduli didattici digitali, ecc..;
    • area di chat/videochat destinata agli studenti/famiglie;
    • pagina/gruppo facebook
    • profilo twitter
    • profilo google+
    • canale youtube
    • profilo linkedin

 

Fase 3 (Febbraio/Marzo 2016)

  • formazione degli alunni inseriti nel team al fine di creare figure di co-docenza da inserire nelle diverse fasi di incontri con i destinatari dell’azione (alunni delle scuole della provincia);
  • definizione, con i dirigenti scolastici provinciali, di un piano di intervento formativo verso i docenti delle scuole di ogni ordine e grado, presso i centri della provincia quali:
    • Chiavenna
    • Morbegno
    • Sondrio
    • Tirano
    • Bormio
    • Livigno
  • definizione con i dirigenti scolastici, rappresentanti delle istituzioni comunali ed associazioni coinvolte, di un calendario di pubblici incontri destinate alle famiglie dove presentare i rischi del cyberbullismo, internet dependence, Deep Web, ecc..;
  • individuazione di referenti delle scuole coinvolte afferenti al progetto e formazione dei docenti dei consigli di classe;
  • attivazione degli incontri con le famiglie, costituiti da momenti di dibattito e di confronto suddivisi in sessioni di 2 ore, ripetuti in due momenti differenti, replicati in tutti i centri provinciali;
  • coinvolgimento degli alunni appartenenti al team nel ruolo di osservatori/formatori e, opportunamente supportati dalle figure professionali coinvolte, attivi nell’analisi dei dati che nel tempo verranno gestiti e relazionati.

 

Fase 4 (Marzo-Aprile 2016)

  • incontri con gli alunni, divisi per fasce d’età e tipo di scuola, dove descrivere, attraverso sedute plenarie, con la attiva partecipazione del team di alunni formatori e con il supporto dei docenti del consiglio di classe formati precedentemente, i problemi e le criticità in ambito di cyberbullismo e nelle nuove dipendenze (internet, giochi on line), approfondendo anche il fenomeno della pedopornografia, del rischio di violazione dei dati personale e sensibili, le frodi informatiche, il Deep Web (il tutto modulato in base al target specifico).
    • Chiavenna
    • Morbegno
    • Sondrio
    • Tirano
    • Bormio
    • Livigno
  • attivazione di uno sportello d’ascolto telematico, attraverso canali di videconferenza (skype-hangouts) con i quali famiglie e/o studenti possano relazionarsi con le figure di supporto (esperto psicologo, legale, informatico/telematico, alunni formatori) per sottoporre richieste di chiarimenti e/o approfondimenti.

 

Fase 5 (Maggio-Settembre 2016)

  • sviluppo dei dati raccolti dal team e analisi statistiche/sociologiche;
  • individuazione delle criticità, best practice, sviluppando i contenuti del portale (in area pubblica/riservata) a disposizione della comunità studentesca e dei cittadini;
  • creazione e sviluppo di moduli didattici specifici da condividere, in modo collaborativo, con i docenti attori degli interventi didattici, riprocessando nel tempo, attraverso analisi delle ricadute sugli studenti, criticità è positività delle strategie comunicazionali formative, strutturando gli stessi attraverso sviluppi di trasversalità pluridisciplinari che coinvolgano un numero sempre maggiore di discipline.
  • creazione di unità didattiche specifiche, anche audio/video, da utilizzare nella didattica d’aula, attraverso l’uso di tecniche di fruizione in modalità cloud e podcasting;
  • supporto alle scuole su progettazione/riprogettazione delle proprie strutture telematiche, con attenzione specifica in ambito di sicurezza informatica e fruibilità della stessa, anche attraverso formazione di figure specifiche interne che possano affrontare, con competenza ed efficacia, eventuali problemi che, con l’utilizzo delle reti in un’ottica di scuola sempre più digitale, si vengono a manifestare con sempre maggior frequenza.

 

Fase 6 (Settembre-Dicembre 2016)

  • promuovere la propria consapevolezza di “cittadino attivo” dei giovanissimi e dei giovani mediante lo sviluppo delle life skill1 (abilità di vita) specifici quali:
    • maggiore resistenza all’influenza negativa dei pari o dei modelli che provengono dalla società;
    • maggiore consapevolezza di sé;
    • maggiore tendenza all’autoprotezione e alla protezione degli altri;

attraverso incontri formativi con esperti/alunni strutturati quali:

  • giochi di ruolo
  • giochi teatrali
  • lavori di gruppo
  • realizzazione di messaggi informativi-comunicazionali audio/video da utilizzare per attivare una campagna di informazione/sensibilizzazione della comunità scolastica e delle famiglie coinvolte, attraverso accordi con le emittenti radio/televisive locali, con particolare presenza degli stessi sui socialnetwork;

Gantt Chart

1Life Skill

Le life skills vengono considerati elementi essenziali per la crescita di tutti i bambini e adolescenti; non è un intervento finalizzato soltanto a coloro che già sono a rischio o che hanno già problemi.

  • Dal momento che l’insegnamento dei life skills può contribuire all’instaurarsi di un comportamento sano, di relazioni interpersonali positive, e al raggiungimento del benessere mentale, tale insegnamento dovrebbe idealmente essere attuato in giovane età, prima che si vengano ad instaurare modelli comportamentali negativi.
  • L’esperienza maturata nei territori in cui sono stati applicati programmi basati sulle life skills, suggerisce che il periodo tra i 6 ed i 16 anni è il più importante per il loro l’apprendimento.
  • Si devono rendere accessibili tali programmi, almeno al periodo della preadolescenza e della prima adolescenza, dal momento che i giovani di questo gruppo di età sembrano essere molto più vulnerabili per ciò che riguarda le condotte negative collegate ai problemi socio-sanitari o al bullismo.

 

Le life skill nel quotidiano

Le life skills che si possono individuare, sono innumerevoli; tuttavia è stato individuato un gruppo fondamentale di ‘skills’ che deve rappresentare il fulcro delle iniziative sulla promozione della salute e del benessere di bambini e adolescenti:

  • decision making (capacità di prendere decisioni);
  • problem solving (capacità di risolvere i problemi);
  • pensiero critico;
  • pensiero creativo;
  • comunicazione efficace;
  • empatia;
  • auto-consapevolezza/consapevolezza di sé;
  • gestione delle emozioni;
  • gestione dello stress;
  • relazioni efficaci.

 

Da diversi anni l’OMS (1994) incoraggia l’adozione di modelli di promozione della salute basati sulle Life Skills, intese come competenze/abilità per affrontare i diversi problemi quotidiani che si presentano sul piano personale, relazionale e sociale.

“… Le Life Skills sono le competenze che portano a comportamenti positivi e di  adattamento che rendono l’individuo capace di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni…” .

“….. Le Life Skills, così come noi le intendiamo, possono essere insegnate ai giovani come abilità che si acquisiscono attraverso l’apprendimento e l’allenamento…«

Conservazione a lungo termine

Conservazione a lungo termine

Alfresco e Sinekarta

Conservazione a lungo termine:
soluzione Alfresco-Sinekarta

La conservazione a lungo termine, come specificato dalla deliberazione CNIPA n. 11/2004 del 19 febbraio 2004 “Regole tecniche per la riproduzione e conservazione di documenti su supporto ottico idoneo a garantire la conformità dei documenti agli originali”, definisce le linee guida per la gestione del processo di dematerializzazione degli atti (analogici/digitali) e la conservazione di documenti informatici attraverso la memorizzazione in supporti idonei, concludendosi con l’apposizione del riferimento temporale e della firma digitale da parte del responsabile della conservazione che attesta il corretto svolgimento del processo.

Per implementare la conservazione a lungo termine, secondo la normativa vigente, una soluzione esclusivamente basata sul software non basta. E’ necessario affidarsi a figure professionali specializzate che forniscano un adeguato supporto tecnico e di conoscenza della normativa vigente.

Il servizio di conservazione a lungo termine che ho sviluppato è basato sulla piattaforma Alfresco (sistema DMS open source), integrato con la soluzione Sinekarta e consente la trasformazione di qualsiasi documento in PDF/A ed apporre la firma digitale basata su smartcard o su token USB. Si potrà in questo modo attivare un sistema conforme alla normativa italiana riguardante la conservazione a lungo termine.

L’architettura di un sistema basato su Alfresco/Sinekarta è estremamente semplice.

  • Dal lato server è necessario avere installato Alfresco e Sinekarta. Il server non necessita di hardware particolare, può anche essere un server Linux.
  • Il server deve essere connesso alla rete (intranet o internet) per permettere ad un computer di connettersi tramite browser (è possibile utilizzare qualsiasi browser si desideri, non ci sono vincoli a riguardo).
  • Non è necessario avere un computer super-potente, basta che abbia un browser e sul quale ci sia installato l’Adobe Acrobat Reader per leggere i PDF.

Struttura logica processo

La persona che intende firmare il documento deve possedere la smartcard con la firma digitale oppure l’analogo token USB. Per eseguire la firma digitale il documento viene prima di tutto convertito in PDF/A, un formato che non può contenere macroistruzioni ne codici eseguibili. La firma viene applicata sempre lato server, il documento non deve essere scaricato sul computer per potere essere firmato.

Sinekarta applica la firma nel formato PAdES, ovvero la applica al documento PDF/A senza alterarne la possibilità di essere visualizzato (a differenza del formato .p7m che necessità di estrazione del documento originale) . Il documento firmato con sinekarta rimane quindi un PDF/A il cui originale risiede nel server Alfresco. Dal server può essere scaricato e copiato a piacere.

La verifica che la firma sia stata apposta correttamente può essere fatta tramite qualsiasi Adobe Acrobat Reader; non è necessario avere installato software particolari. Qualsiasi persona che riceve il documento PDF/A firmato può verificare la validità della firma.

Il documento così prodotto da sinekarta è quello che la normativa definisce documento informatico.

L’estrema semplicità del processo identifica la forza della soluzione, basata su un progetto open source, la cui licenza è la GNU GPL v3; ciò significa che non ci sono licenze da acquistare e rinnovare negli anni.

Gli unici costi per l’Ente/Azienda si possono identificare nelle attività di analisi delle necessità, progettazione personalizzata, installazione e configurazione del servizio e nella formazione degli operatori e del responsabile della conservazione sostitutiva, con un’eventuale, ma non necessario, canone di assistenza negli anni successivi (manutenzione ordinaria/straordinaria del servizio, aggiornamenti).