Demanio idrico – le considerazioni dei gruppi di minoranza

Demanio idricoSorprende l’uscita del Sindaco di Sondrio sulla questione dell’utilizzo dei soldi del Demanio Idrico. Sorprende perché sembra una presa di posizione da tifoso politico e non da Sindaco di un capoluogo di provincia. Ruolo che lui stesso continua a rivendicare ma che sempre lui , in vent’anni, ha fortemente indebolito.

Un Sindaco di un capoluogo non si sarebbe dimenticato di dire che per colpa del Governo 4.500.000 € del Demanio Idrico verranno utilizzati per la spesa corrente della Provincia di Sondrio e non in investimenti sul territorio provinciale.

Proprio quella maggioranza di Governo, che nella legge Delrio riconosce la specificità del nostro territorio , non ha poi rispettato nei fatti tale specificità nella riforma costituzionale che a breve ci appresteremo ad approvare o, come speriamo vivamente, rigettare con il voto del referendum confermativo.

Tagli al personale e al bilancio provinciale hanno messo a forte rischio i servizi ai cittadini, dal riscaldamento delle scuole superiori al trasporto degli alunni passando dalla manutenzione delle strade provinciali e solamente grazie all’utilizzo dei soldi del demanio idrico si possono ancora oggi garantire.

Il Sindaco del capoluogo avrebbe dovuto sottolineare , ad esempio, che i tagli al bilancio provinciale non sono dei veri propri tagli ma sono degli aumenti di prelievo. Sono soldi dei cittadini valtellinesi e valchiavennaschi che il Governo scippa per coprire le sue inefficienze.

Il Sindaco dimentica che grazie ai soldi del Demanio idrico Sondrio potrà realizzare diverse opere, come piazzale Bertacch,i il sottopasso di via Nani, la  riqualificazione energetica di palazzi comunali, senza dimenticare la casa di riposo. Proprio in virtù al ruolo di capoluogo che Regione Lombardia , la Provincia le riconoscono all’interno della AQST.

In Consiglio  Comunale i gruppi di minoranza  hanno cercato di reindirizzare il problema sulla giusta via, ovvero facendo presente che la riforma costituzionale trasferirà allo Stato la materia esclusiva della produzione energetica con l’incognita della destinazione dei proventi del Demanio Idrico.

Tale provvedimento vanificherà il lavoro fatto in passato con il raddoppio del canoni che nei primi anni hanno permesso di coprire i 37 milioni per la tangenziale di Morbegno che erano di competenza della Provincia. Dal 2017 ,poi, la cifra passa dagli attuali 10 milioni ai 17 milioni di euro annuì. Soldi ottenuti grazie al lavoro compatto e determinante del territorio che nel corso degli anni ha permesso di sensibilizzare Regione Lombardia sulle esigenze della nostra provincia.

Il nostro invito è caduto nel vuoto perché ,per l’ennesima volta, si è messa davanti agli interessi dei cittadini l’appartenenza politica. Speravamo, visti i suoi continui inviti a superare gli schemi precostituiti dalla politica al fine del bene comune, di avere da parte sua un grande alleato.

Ma questo non è ne il tempo delle polemiche ne quello delle rivendicazioni. Anche perché a questi quesiti, come è già successo e speriamo succederà in futuro, sempre che l’attuale governo non decida di decapitare definitivamente la democrazia, risponderanno i cittadini con il proprio voto.

Quindi caro Sindaco, sotterri l’ascia di guerra della tifoseria politica, assuma il giusto ruolo istituzionale del Sindaco di capoluogo, come ha già dimostrato in passato conducendo battaglie comuni con e per il territorio, e insieme contrastiamo la scellerata riforma costituzionale con il no al referendum, difendendo gli interessi della nostra gente e della nostra terra.

Noi ci siamo (gruppi di minoranza)

Interrogazione: ORTI DI VIA GIULIANI

Titolo: ORTI DI VIA GIULIANI

CONSIDERATO CHE

  • in un’antica Commissione il sottoscritto aveva sollevato il problema del decoro cittadino deturpato dalla visione, anche da parte di turisti in transito sulla tangenziale cittadina, di orti con baracche indecenti e poco integrate e che in tale occasione era stato promesso un intervento ad hoc
  • in alcuni orti sono alloggiati cani, per molte ore abbandonati, che spesso disturbano abbaiando, senza che i proprietari, i quali abitano sovente in tutt’altra zona della città, possano intervenire;

SI CHIEDE

al Sindaco e all’Assessore competente come mai le promesse di intervento non siano state mantenute, dal momento che la situazione denunciata è rimasta tale e quale.

 

Documento firmato in originale e anticipato via PEC

Mario Saverio Fiumanò

Interpellanza: RISCHI CONNESSI ALL’ ALBERATURA DI VIA GIULIANI

Titolo: RISCHI CONNESSI ALL’ ALBERATURA DI VIA GIULIANI

CONSIDERATO CHE

 il versante nord di via Giuliani è caratterizzato da una lunga teoria di stupendi pini marittimi, che separano il ciglio della strada da pista ciclabile e marciapiede pedonale

  • le radici di tali pini sollevano in più punti l’asfalto sia della strada che della pista e del marciapiede
  • ciò costituisce pericolo per i veicoli, soprattutto a due ruote, con rischio di cadute e di incidenti per perdita dell’aderenza al terreno, nonché di inciampo per i pedoni, in particolare anziani e bambini, con possibili gravi conseguenze

SI CHIEDE

al Sindaco ed alla Giunta Comunale, data l’impraticabilità della rimozione degli alberi, peraltro di notevole impatto ornamentale, quali iniziative intendano intraprendere per porre rimedio a siffatta situazione di disagio e di pericolo per i cittadini.

Documento firmato in originale e anticipato via PEC

Mario Saverio Fiumanò

Mozione: taglio di piante ad alto fusto lungo il Sentiero Valtellina.

OGGETTO: taglio di piante ad alto fusto lungo il Sentiero Valtellina.

PREMESSO 

  • che dal sito della Comunità Montana di Sondrio si evince: “Il Sentiero Valtellina è un percorso di valorizzazione turistica realizzato lungo il corso del fiume Adda, in un territorio di notevole pregio ambientale, uno dei più intatti del fondovalle e delle vicinanze di Sondrio.L’opera di sistemazione, realizzata dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio, è finalizzata a rendere fruibili degli spazi altrimenti trascurati tanto dalla cittadinanza locale che dai turisti, sostanziandosi quindi nella creazione di un percorso, consistente in una carreggiata prevalentemente asfaltata con le banchine in terra battuta, che attualmente si sviluppa da Castello Dell’Acqua a Fusine e che nel prossimo futuro si estenderà fino a raggiungere Colorina coprendo, in tal modo, tutto il territorio mandamentale di fondovalle. Il Sentiero, che permette di passeggiare a piedi o in bicicletta e di praticare la corsa e lo jogging, è fiancheggiato dalla fitta flora ripariale che cresce ai margini del corso d’acqua ed è dotato di aree di sosta ombreggiate con giochi per i bambini, panche, tavoli ed altri accessori che permettono di pranzare o di riposare.Questo percorso, sostanzialmente pianeggiante, presenta dei frequenti accessi laterali che permettono di raggiungere in brevissimo tempo il sistema viario locale e, di conseguenza, connettersi agli itinerari di visita ai vari comuni che sono attraversati dal Sentiero Valtellina. Tali percorsi, illustrati da specifiche schede, permettono di visitare i vari centri abitati che caratterizzano il comprensorio di Sondrio andando alla scoperta di architetture dimenticate, di nuclei rurali abbandonati o di bellezze naturali ed ambientali poco valorizzate in una proposta di turismo rispettoso dell’ambiente e teso a valorizzare le specificità culturali locali.”

CONSIDERATO 

  • che sono stati effettuati dei tagli di piante ad alto fusto lungo il percorso che dal ponte di Caiolo porta fino al campo da golf oltre l’avio superficie;
  • che questo intervento “selvaggio” ha di fatto eliminato centinaia di piante che rendevano il sentiero Valtellina fruibile da cittadini e turisti durante il periodo primaverile/estivo, attraverso la naturale protezione dai raggi del sole e di conseguenza dal calore;
  • che il taglio delle piante è stato effettuato lasciano nel terreno ceppi che in molti casi emergono dal terreno decine di centimetri, creando un effetto paesaggistico sgradevole di negligente manutenzione e con rischio oggettivo per i fruitori del tracciato (ciclisti, jogger & runner);
  • che i residui del taglio sono stati abbandonati nella boscaglia creando un sicuro pericolo in caso di incendio;
  • che in data 11 marzo 2014, all’attenzione dell’Assessore della Comunità Montana di Sondrio, è stata da me inviata richiesta di chiarimenti in merito all’operato di taglio “sconsiderato” (in questo caso l’eufemismo è un atto di gentilezza dovuto), azione segnalata da cittadini attivi indignati di uno scempio inspiegabile;
  • che in data 13 marzo 2014 la Comunità Montana di Sondrio, attraverso il suo Presidente Tiziano Maffezzini, identifica lo STER di Sondrio come mandatario dell’iniziativa e nel contempo riconosce l’inadeguata opera di “polizia idraulica”, dichiarando l’impegno da parte della Comunità Montana nel prodigarsi per un pronto ripristino del patrimonio boschivo perduto (vedi allegato A);

RITENUTO 

  • che il sentiero Valtellina è patrimonio della comunità;
  • che il rilancio del turismo passa soprattutto nella valorizzazione dell’ambiente che ci circonda e che il sentiero Valtellina viene percorso da migliaia di turisti ogni anno;
  • che viene richiesta dai cittadini una partecipe gestione del bene comune anche attraverso un’armonizzazione del dialogo delle amministrazioni di mandamento (Comuni e Comunità Montane);
  • che il taglio sconsiderato delle piante ha causato un grave danno al patrimonio boschivo e alla fruibilità del bene comune;
  • che, per dare un forte segnale di attenzione e di rispetto per il bene comune e la ricchezza ecofaunistica e boschiva del nostro territorio, è necessaria un’azione importante ed efficace;

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

Il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale

  • ad intensificare gli sforzi per rimediare allo “scempio” perpetrato lungo il sentiero Valtellina, potenziano la collaborazione con gli altri Comuni di mandamento e la Comunità Montana;
  • ad organizzare, sempre in collaborazione con le amministrazioni coinvolte, una “domenica per il Sentiero Valtellina”, con l’intento di coinvolgere i cittadini motivati e sensibili e con la finalità di ripristinare, attraverso la definizione di un piano di piantumazione efficace, la ricchezza e la fruibilità del tratto di sentiero largamente compromessa dal dissennato intervento;
  • a sensibilizzare la comunità, anche attraverso il sito comunale e i social network, al rispetto e alla difesa dell’ambiente, ponendo il cittadino al centro di un processo di tutela di una ricchezza unica e preziosa.

Mozione: divieto di attendamento dei circhi con animali e di utilizzo di animali all’intero di fiere, sagre, mostre, esposizioni e manifestazioni.

OGGETTO: manutenzione e interventi migliorativi in area sgambamento cani di via Gramsci e ipotesi per la realizzazione nuova area in zona est a Sondrio.

PREMESSO CHE

  • nella nostra cittadina è molto diffuso l’amore per gli animali ed in particolare per i cani, poiché sono numerose le famiglie che sono in possesso di uno o più “nasocoda”;
  • il rapporto tra uomo e animali domestici si è evoluto nel tempo e che i cani sono spesso gli interlocutori favoriti ed i compagni ideali; è necessario quindi che non solo gli individui, ma anche le specie animali, abbiano diritto a un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche, fisiologiche ed etologiche;
  • il benefico supporto psicologico svolto dagli animali da affezione – tra cui naturalmente i cani – è riscontrabile per esempio nel caso di persone sofferenti di disturbi psichici o anche portatori di handicap (come dimostrano numerose e prolungate esperienze vissute nei paesi anglosassoni che stanno incontrando sostegno e favore anche in Italia) e non è un caso che siano sempre più i cani che vivono nelle nostre case, anche presso anziani soli e in difficoltà;
  • gli animali da affezione sono da considerarsi parte integrante della nostra società e come tali degni di ricevere le massime attenzioni come ogni cittadino, degni di rispetto e di cura.

CONSIDERATO CHE

  • molte città si stanno adeguando sempre più alla popolazione canina in aumento con realizzazione di diverse aree esclusive attrezzate adeguatamente e gestite con attenzione sia da operatori incaricati dalle amministrazioni locali che da cittadini consapevoli e sensibili al rispetto della proprietà comune;
  • al fine di favorire la corretta convivenza fra umani e animali, tutelando nel contempo la salute pubblica e l’ambiente, è necessario che il comune promuova e sostenga iniziative e interventi rivolti alla conservazione e al rispetto delle necessità che interessano le popolazioni animali, nel rispetto delle regole civili e dei regolamenti comunali;
  • È altresì necessario apportare alcune modifiche al territorio affinché parte delle aree verdi di proprietà pubblica, diventino zone a misura di padroni e cani, i quali potranno vivere in libertà e senza museruola, espletando i loro bisogni e non disturbando la quiete pubblica;
  • la realizzazione di queste zone riservate sta diventando un’esigenza per molti cittadini che quotidianamente si scontrano con le difficoltà legate all’impedimento di introdurre i propri animali da affezione all’interno delle aree comunali;
  • La richiesta di adeguate aree di svago non andrebbe a beneficio soltanto dei detentori dei cani, ma indirettamente di tutti i cittadini, perché tutti transitano per le strade, affollate da veicoli e a volte con marciapiedi di dimensioni ridotte e dove il traffico quotidiano si svolge nella massima promiscuità di auto, moto, biciclette, persone di tutte le età e animali. Spesso diversi cittadini manifestano fastidio, fino all’intolleranza, nei confronti dei proprietari dei cani che passeggiano lungo le strade col proprio animale anche se tenuto al guinzaglio e ancor più se questo è di taglia grande, creando inutili tensioni e ostilità fra i cittadini. In ultimo, ma non per questo di minor importanza, si ha la possibilità che si verifichino delle situazioni a rischio di incidenti lungo le strade.

APPURATO CHE

  • sul territorio comunale è presente in via Gramsci (zona Piastra – SUD) un singolo spazio esclusivo dove i cani possono correre liberamente, senza guinzaglio e museruola;
  • la stessa area è in condizioni inidonee per una sana e sicura attività all’aperto per i cani e per i cittadini e nello specifico:
  • buche nel terreno profonde;
  • manto erboso in pessime condizioni;
  • rifiuti organici e inorganici presenti nell’area;
  • abbeveratoi colmi di liquido maleodorante e pericoloso sia per animali che per cittadini;
  • scarsa presenza di piante verdi (una pianta di grandi dimensioni completamente spoglia causa fine ciclo vitale e potenzialmente pericolosa);
  • totale assenza di qualunque attrezzatura di svago per gli animali;
  • fermo restando che tali condizioni sono imputabili anche ad un comportamento incivile e di scarsa sensibilità del patrimonio di tutti da parte di alcuni cittadini probabilmente impuniti;

RITENUTO CHE

  • organizzare e dedicare aree attrezzate alla popolazione canina è un gesto di civiltà: i proprietari di quello che è definito il migliore amico dell’uomo accoglieranno positivamente questi spazi destinati proprio a loro, dove far scorrazzare in libertà i propri amici a quattro zampe, seguendoli sempre con sacchetto e paletta, così da mantenere le strade e gli spazi comuni puliti e vivibili; un intervento che aiuterebbe a migliorare la qualità della vita dei cittadini umani e dei cittadini canini.

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

Il Sindaco e l’Assessore competente

  1. ad attuare un piano di intervento al fine di migliorare l’attuale area in via Gramsci attraverso:
    1. definizione di tempi di intervento e caratteristica degli stessi;
    2. attuazione di sinergie positive con le associazioni presenti sul territorio comunale e con semplici cittadini che hanno più volte mostrato interesse e volontà di partecipare ad iniziative di miglioramento (ad esempio il gruppo facebook un Cane per Amico – Sondrio con oltre 1.600 iscritti) molti dei quali attenti alle necessità dei cani e dei loro proprietari;
    3. potenziare la dotazione dei supporti al benessere degli animali e dei cittadini con interventi di arricchimento degli accessori per il gioco dei cani (agility dog) e il benessere consapevole e civile dei padroni;
    4. modificare il regolamento di accesso inasprendo le sanzioni dei cittadini irrispettosi delle basilari regole di civiltà e buon senso con particolare attenzione alla salute di cani e cittadini;
  1. ad identificare un’area aggiuntiva nel territorio comunale per una “non remota” realizzazione di una seconda possibilità per i cittadini con cane – area est di Sondrio – e nel contempo favorire un momento di incontro con associazioni e aziende di settore interessate ad una sinergica attività finalizzata alla realizzazione di spazi adeguati.

Invito al Sindaco: Tutela animali da utilizzo artifici pirotecnici

Al Sindaco del Comune di Sondrio

 

OGGETTO: tutela animali da utilizzo artifici pirotecnici

PREMESSO

  • che anche nella città di Sondrio è diffusa la consuetudine di festeggiare il Capodanno con il lancio di petardi e botti di vario genere, la cui vendita registra sempre un consistente incremento nel mese di dicembre;
  • tale usanza – anche a causa dell’enorme volume della forza esplosiva che viene liberata dalla contemporaneità degli spari – procura in Italia ogni anno un numero molto alto di feriti, alcuni dei quali con lesioni gravi e gravissime, provocate dall’uso improprio o dal malfunzionamento, di detti ordigni;
  • negli animali, dotati di un apparato uditivo molto più sensibile del nostro, lo spavento generato dai forti rumori li induce a reazioni istintive ed incontrollate, come gettarsi nel vuoto dai terrazzi, strozzarsi nel tentativo di divincolarsi dalla catena, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri;
  • sono migliaia gli animali (soprattutto se in età avanzata) che, ogni anno, subiscono le tragiche conseguenze dei fuochi d’artificio, in alcuni casi morendo letteralmente dallo spavento;
  • le associazioni animaliste divulgano da anni consigli su come tutelare i propri animali domestici nei momenti di intenso utilizzo di artifici pirotecnici
    • non lasciate che i cani affrontino in solitudine le loro paure e togliete ogni oggetto contro il quale, sbattendo, potrebbero procurarsi ferite, evitate di lasciarli all’aperto perchè la paura fa compiere loro gesti imprevedibili, il primo dei quali è la fuga;
    • non teneteli legati alla catena perché potrebbero strangolarsi, se li tenete fuori consentitegli di trascorrere in casa questa sera, non lasciateli sul balcone perché potrebbero gettarsi nel vuoto, dotateli di tutti gli elementi identificativi possibili, se si nascondono in un luogo della casa, lasciateli tranquilli: considerano sicuro il loro rifugio;
    • cercate di minimizzare l’effetto dei botti tenendo accese radio o TV, prestate attenzione anche agli animali in gabbia e non teneteli sui balconi, nei casi di animali anziani, cardiopatici e/o particolarmente sensibili allo stress dei rumori rivolgersi con anticipo al proprio veterinario di fiducia ed evitare i rimedi fai da te;
  • già nel 2012 l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha accolto favorevolmente l’invito delle associazioni animaliste, rivolto a tutti i Comuni, di vietare i botti di Capodanno;

CONSIDERATO

  • l’emanazione di un’Ordinanza è un atto di responsabilità sia per tutelare l’incolumità pubblica, sia per evitare le conseguenze negative a carico degli animali domestici e della fauna selvatica. Il fragore dei botti, infatti, oltre a scatenare negli animali una naturale reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli, così, al rischio di smarrimento e/o investimento. In caso, poi, di esplosioni a ridosso dell’animale, sia d’affezione che selvatico, le conseguenze possono essere molto più drammatiche, causandone spesso il ferimento o la morte per ustioni e bruciature;
  • in particolare per gli animali selvatici, il rischio maggiore è per gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate: le improvvise detonazioni determinano istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, possono causare la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici derivanti dallo scontro in volo con strutture urbane;
  • in tantissimi Comuni sono state emesse ordinanze a tale scopo, prevedendo sanzioni pecuniarie

RITENUTO

  • indispensabile che tale divieto debba valere in tutto il territorio comunale, senza deroghe alcuna, e che tale “buona norma” debba valere anche in futuro.

Alla luce di tutto quanto premesso,

CHIEDE

 

Al Sindaco di

  • emanare un’ordinanza od altro atto necessario che vieti l’utilizzo di qualunque artificio pirotecnico sul territorio del Comune di Sondrio, prevedendo le relative sanzioni per scoraggiarne la trasgressione e le modalità di vigilanza e verifica necessaria affinché tale divieto venga rispettato;

Mozione: manutenzione e interventi migliorativi in area sgambamento cani di via Gramsci e ipotesi per la realizzazione nuova area in zona est a Sondrio.

Sondrio, 19/05/2015

OGGETTO: manutenzione e interventi migliorativi in area sgambamento cani di via Gramsci e ipotesi per la realizzazione nuova area in zona est a Sondrio.

PREMESSO CHE

  • nella nostra cittadina è molto diffuso l’amore per gli animali ed in particolare per i cani, poiché sono numerose le famiglie che sono in possesso di uno o più “nasocoda”;
  • il rapporto tra uomo e animali domestici si è evoluto nel tempo e che i cani sono spesso gli interlocutori favoriti ed i compagni ideali; è necessario quindi che non solo gli individui, ma anche le specie animali, abbiano diritto a un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche, fisiologiche ed etologiche;
  • il benefico supporto psicologico svolto dagli animali da affezione – tra cui naturalmente i cani – è riscontrabile per esempio nel caso di persone sofferenti di disturbi psichici o anche portatori di handicap (come dimostrano numerose e prolungate esperienze vissute nei paesi anglosassoni che stanno incontrando sostegno e favore anche in Italia) e non è un caso che siano sempre più i cani che vivono nelle nostre case, anche presso anziani soli e in difficoltà;
  • gli animali da affezione sono da considerarsi parte integrante della nostra società e come tali degni di ricevere le massime attenzioni come ogni cittadino, degni di rispetto e di cura.

CONSIDERATO CHE

  • molte città si stanno adeguando sempre più alla popolazione canina in aumento con realizzazione di diverse aree esclusive attrezzate adeguatamente e gestite con attenzione sia da operatori incaricati dalle amministrazioni locali che da cittadini consapevoli e sensibili al rispetto della proprietà comune;
  • al fine di favorire la corretta convivenza fra umani e animali, tutelando nel contempo la salute pubblica e l’ambiente, è necessario che il comune promuova e sostenga iniziative e interventi rivolti alla conservazione e al rispetto delle necessità che interessano le popolazioni animali, nel rispetto delle regole civili e dei regolamenti comunali;
  • È altresì necessario apportare alcune modifiche al territorio affinché parte delle aree verdi di proprietà pubblica, diventino zone a misura di padroni e cani, i quali potranno vivere in libertà e senza museruola, espletando i loro bisogni e non disturbando la quiete pubblica;
  • la realizzazione di queste zone riservate sta diventando un’esigenza per molti cittadini che quotidianamente si scontrano con le difficoltà legate all’impedimento di introdurre i propri animali da affezione all’interno delle aree comunali;
  • La richiesta di adeguate aree di svago non andrebbe a beneficio soltanto dei detentori dei cani, ma indirettamente di tutti i cittadini, perché tutti transitano per le strade, affollate da veicoli e a volte con marciapiedi di dimensioni ridotte e dove il traffico quotidiano si svolge nella massima promiscuità di auto, moto, biciclette, persone di tutte le età e animali. Spesso diversi cittadini manifestano fastidio, fino all’intolleranza, nei confronti dei proprietari dei cani che passeggiano lungo le strade col proprio animale anche se tenuto al guinzaglio e ancor più se questo è di taglia grande, creando inutili tensioni e ostilità fra i cittadini. In ultimo, ma non per questo di minor importanza, si ha la possibilità che si verifichino delle situazioni a rischio di incidenti lungo le strade.

APPURATO CHE

  • sul territorio comunale è presente in via Gramsci (zona Piastra – SUD) un singolo spazio esclusivo dove i cani possono correre liberamente, senza guinzaglio e museruola;
  • la stessa area è in condizioni inidonee per una sana e sicura attività all’aperto per i cani e per i cittadini e nello specifico:
  • buche nel terreno profonde;
  • manto erboso in pessime condizioni;
  • rifiuti organici e inorganici presenti nell’area;
  • abbeveratoi colmi di liquido maleodorante e pericoloso sia per animali che per cittadini;
  • scarsa presenza di piante verdi (una pianta di grandi dimensioni completamente spoglia causa fine ciclo vitale e potenzialmente pericolosa);
  • totale assenza di qualunque attrezzatura di svago per gli animali;
  • fermo restando che tali condizioni sono imputabili anche ad un comportamento incivile e di scarsa sensibilità del patrimonio di tutti da parte di alcuni cittadini probabilmente impuniti;

RITENUTO CHE

  • organizzare e dedicare aree attrezzate alla popolazione canina è un gesto di civiltà: i proprietari di quello che è definito il migliore amico dell’uomo accoglieranno positivamente questi spazi destinati proprio a loro, dove far scorrazzare in libertà i propri amici a quattro zampe, seguendoli sempre con sacchetto e paletta, così da mantenere le strade e gli spazi comuni puliti e vivibili; un intervento che aiuterebbe a migliorare la qualità della vita dei cittadini umani e dei cittadini canini.

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

Il Sindaco e l’Assessore competente

 

  1. ad attuare un piano di intervento al fine di migliorare l’attuale area in via Gramsci attraverso:
    1. definizione di tempi di intervento e caratteristica degli stessi;
    2. attuazione di sinergie positive con le associazioni presenti sul territorio comunale e con semplici cittadini che hanno più volte mostrato interesse e volontà di partecipare ad iniziative di miglioramento (ad esempio il gruppo facebook un Cane per Amico – Sondrio con oltre 1.600 iscritti) molti dei quali attenti alle necessità dei cani e dei loro proprietari;
    3. potenziare la dotazione dei supporti al benessere degli animali e dei cittadini con interventi di arricchimento degli accessori per il gioco dei cani (agility dog) e il benessere consapevole e civile dei padroni;
    4. modificare il regolamento di accesso inasprendo le sanzioni dei cittadini irrispettosi delle basilari regole di civiltà e buon senso con particolare attenzione alla salute di cani e cittadini;
  1. ad identificare un’area aggiuntiva nel territorio comunale per una “non remota” realizzazione di una seconda possibilità per i cittadini con cane – area est di Sondrio – e nel contempo favorire un momento di incontro con associazioni e aziende di settore interessate ad una sinergica attività finalizzata alla realizzazione di spazi adeguati.

Gianfranco Bordoni – Consigliere Comunale per “Rilanciamo Sondrio”

 

 

Mozione: Interventi di contrasto alle dipendenze da gioco d’azzardo (seconda mozione del 2015).

Sondrio, 12 marzo 2015

OGGETTO: Interventi di contrasto alle dipendenze da gioco d’azzardo.

PREMESSO CHE

  • in data 22 giugno 2013 è stata presentata dallo scrivente una prima mozione che richiedeva all’attuale amministrazione un forte impegno per contrastare lo sviluppo di patologie legate al gioco d’azzardo (G.A.P. – gioco d’azzardo patologico) e che la stessa è stata bocciata;
  • nei primi mesi del 2014 codesta Amministrazione ha aderito all’iniziativa “1000 piazze contro l’azzardo” promossa dal Manifesto dei Sindaci della Lega delle autonomie (adesione richiesta nella precedente mia mozione e non approvata dalla maggioranza);

CONSIDERATO CHE

  • il gioco d’azzardo patologico costituisce anche nella provincia di Sondrio uno dei nuovi fenomeni di forte allarme sociale per le conseguenti ripercussioni negative sulle attività personali, familiari e lavorative delle persone affette da dipendenza;
  • secondo la letteratura scientifica, il gioco d’azzardo patologico rientra tra i disturbi del controllo degli impulsi e ha grande affinità con le manifestazioni impulsivo-ossessive ed, in particolare, con i comportamenti d’abuso e dipendenza;
  • spesso il giocatore, vittima della propria compulsività, è indotto a compiere condotte antigiuridiche per ottenere denaro, senza tralasciare i possibili aspetti connessi alla criminalità che sfrutta tali situazioni di vulnerabilità per trarre enormi profitti;
  • che la diffusione dei giochi leciti in denaro, quali ad es. superenalotto, lotterie istantanee, slot machine, videopoker ed altre ancora ha assunto una dimensione rilevante anche presso quegli esercizi pubblici (bar e tabaccherie) che per loro stessa natura sono frequentati quotidianamente da ogni categoria di clienti, ivi compresi soggetti particolarmente a rischio di dipendenza, quali adolescenti, ragazzi e anziani;
  • che con il proliferare delle nuove tecnologie informatiche ed internet sempre più accessibile, il giocatore patologico diventa a tratti difficilmente individuabile, alimentandone l’isolamento e favorendone così l’alienazione dalla realtà circostante;
  • che numerose Amministrazione Comunali hanno attuato significativi provvedimenti atti a limitare e regolamentare il gioco d’azzardo nonché a prevenire e contrastare i fenomeni di dipendenza da gioco, anche attraverso incentivi a favore di attività commerciali che decidono di non offrire servizi legati al gioco d’azzardo;
  • che per fronteggiare e ridurre gli effetti connessi al fenomeno del gioco d’azzardo patologico si rende necessario un approccio integrato e sistematico, che veda il coinvolgimento dei diversi attori preposti, nel rispetto delle precipue competenze, attraverso un’azione armonica, unitaria e coordinata volta a rafforzare la cultura della legalità e della responsabilità etica, avendo cura della tutela delle situazioni di fragilità, con particolare riguardo alle fasce deboli della popolazione (minori ed anziani);
  • che si rende altresì necessario implementare ulteriormente i servizi di controllo amministrativo degli esercizi commerciali, dove sono installati gli apparecchi da gioco, allo scopo di verificare il puntuale rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia, in ordine al possesso dei titoli autorizzatori e dei requisiti soggettivi richiesti;
  • che accanto al contrasto e alla prevenzione dei fenomeni illeciti nel settore del gioco e delle scommesse on line è opportuno affiancare un azione di sensibilizzazione sui pericoli e i rischi legati specificatamente a tale modalità di gioco;
  • che, sul piano della responsabilità etica, si rende necessario promuovere specifiche iniziative, volte a sensibilizzare i fornitori di fun games e i gestori dei pubblici esercizi sulle complesse problematiche, familiari, finanziarie, psicologiche, connesse al gioco d’azzardo patologico;
  • che si rende altresì necessario istituire, auspicabilmente a livello provinciale, presso la Prefettura, un tavolo interistituzionale di confronto, al fine di procedere al monitoraggio del fenomeno e all’individuazione degli interventi da porre in essere, nell’ambito di un sistema integrato di Rete con tutti i soggetti pubblici e privati interessati, atti a tutelare le persone affette da dipendenza, riconducendo ad unità le iniziative già avviate sul territorio, che non devono essere sporadiche ed estemporanee ma continue e sistematiche;
  • che un valore aggiunto, ai fini della prevenzione del fenomeno, è rappresentato dal contributo delle associazioni di categoria, delle associazioni dei consumatori, del mondo del volontariato e della scuola, attraverso specifici percorsi orientati all’educazione, alla promozione della salute ed alla consapevolezza dei rischi connessi alle dipendenze dal gioco di azzardo patologico;

RITENUTO

  • fondamentale adottare delle misure che intervengano alla radice di questa problematica, prevenendo l’abuso dei giochi d’azzardo legalizzati, rendendo consapevoli tutte le persone dei rischi in cui possono
  • importante intensificare, anche  per Sondrio, un’efficace  campagna  di sensibilizzazione e di contrasto al fenomeno della ludodipendenza, articolata attraverso:
    • un censimento “dinamico” degli esercizi commerciali che offrono intrattenimento basato sul gioco d’azzardo;
    • un’attività educative rivolto a studenti di ogni ordine e grado;
    • il rispetto dell’obbligo, stabilito dal D.L. 158/2012, art. 7 – commi da 4 a 6 (decreto Balduzzi) di avvisi, realizzati dalle ASL in collaborazione con Regione Lombardia, posizionati all’ingresso, nelle aree interne e a lato delle macchinette con l’avviso sui rischi del gioco d’azzardo e sulle probabilità di vincita;
    • il rispetto della legge regionale n.8 del 21 ottobre 2013 “Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico”;
    • forme di regolamentazione dell’utilizzo dei videopoker e delle slot machines attraverso la definizione di fasce orarie “protette”;
    • il controllo capillare che attesti la legalità dei giochi presso i locali pubblici (numero massimo di apparati installati, configurazione corretta, informazione visibile e fruibile);
    • l’offerta, a titolo gratuito, alle attività commerciali che rinunciano ad attivare Slot Machine, VLT, lotterie istantanee, “gratta e vinci”, una visibilità nel sito comunale e canali attivi su social network gestiti da codesta Amministrazione, destinando anche spazi pubblicitari gratuiti per gli stessi negli spazi di affissione pubblici.
    • Maggiori incentivi economici (e di conseguenza disincentivi) per le attività commerciali che rinunciano ai “facili guadagni” prodotti dall’installazione e dall’utilizzo di questi terminali (la Regione Lombardia ha diversificato l’aliquota IRAP pari allo 0,92%);

Si tratterebbe pertanto di una iniziativa di prevenzione e di verifica del rispetto delle attuali norme, avente la valenza di educare e di tutelare la popolazione locale al fine di renderla maggiormente consapevole e nel contempo proteggere la comunità da situazioni di potenziale sviluppo di criminalità organizzata, senza trascurare un’azione nei confronti dei gestori di pubblici esercizi di incentivo ad una capillare riduzione dello sviluppo smisurato di offerte di gioco d’azzardo.

FERMI RESTANDO

i regimi autorizzativi, le evoluzioni legislative, i controlli e le sanzioni attualmente in vigore.

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta Comunale

 

  1. implementare sul territorio il lavoro in rete tra gli Enti Locali, la ASL, le Associazioni di categoria, le Associazioni dei consumatori, l ‘Ufficio Scolastico Provinciale, le Associazioni di volontariato e le Forze dell’Ordine attraverso l’istituzione, presso la Prefettura, di un tavolo provinciale di confronto interistituzionale, al fine di procedere al monitoraggio del fenomeno ed all’individuazione degli interventi tesi a potenziare l’informazione e la formazione dei cittadini e a tutelare le persone vittime della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico;
  2. rafforzare i servizi di controllo amministrativo degli esercizi pubblici, nonché dei circoli privati, dove sono installati gli apparecchi automatici da gioco, attraverso la costituzione di un tavolo tecnico permanente, presso la Questura, con il coinvolgimento dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, al fine di pianificare i servizi di controllo sulla rete del gioco legale, finalizzati a verificare il rispetto delle norme a tutela dei minori ed il possesso dei prescritti titoli autorizzatori. A tal fine, si dovrà attivare un sistema di interscambio informativo, utile alla programmazione dei controlli, con particolare riguardo ai punti di offerta posizionati in prossimità di luoghi sensibili (scuole, luoghi di culto, ecc.);
  3. attivare e armonizzare, su tutto il territorio della provincia, con il coinvolgimento delle Associazioni di categoria e di volontariato interessate, specifiche iniziative comunicative di forte appeal sui giovani o fasce definite “deboli”, volte a promuovere la cultura del gioco responsabile, attraverso l’organizzazione di mirate campagne di sensibilizzazione e di informazione sul tema delle dipendenze da gioco d’azzardo patologico;
  4. sviluppare in particolare, con il supporto del Servizio di polizia postale e delle comunicazioni della Polizia di Stato, campagne di sensibilizzazione rivolte ai minori e alle loro famiglie sui rischi derivanti dall’uso improprio e irresponsabile della rete e di quelli specifici connessi ai giochi d’azzardo che possono essere effettuati online;
  5. potenziare la collaborazione interistituzionale tra il SERT della ASL ed i Servizi Sociali dei Comuni, attraverso la costituzione di punti di ascolto/orientamento, la cui attività potrà essere anche effettuata da personale abilitato in servizio presso i predetti Uffici dei servizi sociali comunali, e l’espletamento delle attività di counselling, diagnosi e sostegno psicologico alle persone dipendenti dal gioco d’azzardo patologico ed ai loro familiari
  6. promuovere ed organizzare, d’intesa con la ASL ed i Comuni della provincia, mirati corsi di formazione sulla problematica rivolti al personale, dirigente e non, dei Servizi Sociali dei Comuni;
  7. sensibilizzare, con il coinvolgimento delle Associazioni di categoria, gli operatori economici, bancari e finanziari sulla delicata e complessa problematica del gioco d’azzardo patologico e le conseguenti ripercussioni negative sul piano sociale, familiare e lavorativo;
  8. predisporre, d’intesa con le Associazioni di categoria, specifiche misure di prevenzione del gioco d’azzardo patologico da attuare a cura degli esercenti aderenti, tra cui la riduzione della pubblicità indiscriminata ed incontrollata all’esterno degli esercizi commerciali;
  9. promuovere l’adozione del marchio “No Slot” ideato da Regione Lombardia che identifichino gli esercizi commerciali che aderiscono alle azioni di prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo patologico;
  10. avviare, con il coinvolgimento dell’Ufficio Scolastico Provinciale, tenuto conto che il fenomeno del gioco d’azzardo patologico coinvolge in modo esponenziale anche i giovani minori, specifici percorsi di educazione alla legalità, di promozione della salute e di consapevolezza dei rischi, mettendo a sistema le buone prassi e le iniziative già avviate da istituti scolastici sul territorio della provincia;
  11. creare delle occasioni pubbliche di confronto, con il coinvolgimento della società civile, degli operatori, dei pubblici esercenti, delle Associazioni di categoria e di volontariato, in un’ottica di strategia di interventi di rete, allo scopo di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla problematica relativa a quelle forme di compulsività del gioco d’azzardo patologico distruttive della vita, delle relazioni sociali e familiari;
  12. promuovere l’organizzazione di appositi corsi di formazione per gli insegnanti, gli studenti, gli esercenti pubblici ed i cittadini sulla delicata e complessa problematica del gioco d’azzardo patologico e sui conseguenti molteplici effetti negativi, i cui contenuti saranno finalizzati al perseguimento di obiettivi dedicati (prevenzione, sensibilizzazione, rilevamento precoce di situazioni problematiche, ecc .. ) ;
  13. promuovere specifiche attività di informazione e formazione degli operatori commerciali, a cura degli organi preposti all’attività di vigilanza e di controllo, con particolare riguardo alle disposizioni normative vigenti in materia.
  14. a sollecitare il Governo e il Parlamento affinché si impegni a dare seguito ad una revisione della Legge in materia di gioco d’azzardo mettendo in atto strumenti che limitino il gioco d’azzardo, con  lo  scopo  di  tutelare  i  cittadini  e  ritornando  a  quella vocazione che deve intravedere nei Cittadini degli esseri umani e non dei semplici numeri da inserire in un bilancio.

Gianfranco Bordoni – Consigliere Comunale per “Rilanciamo Sondrio”

 

Mozione: : Interventi di contrasto alle dipendenze da gioco d’azzardo.

Sondrio, 22 giugno 2013

OGGETTO: Interventi di contrasto alle dipendenze da gioco d’azzardo.

PREMESSO

  • che anche nella nostro comune si stanno diffondendo in molti locali slot machines e videopoker, con cui moltissime persone, anche giovani, trascorrono molto tempo della propria giornata con la vana speranza di vincere dei soldi;
  • che tali macchinette hanno sostituito quasi tutti gli altri giochi tradizionali e inducono singole persone a spendere quotidianamente quantità di denaro importanti;
  • che malgrado le entrate per lo Stato siano ingenti è impensabile che in momenti di crisi lo Stato stesso diventi la causa della rovina di numerose famiglie;
  • che in molti casi si viene ad instaurare un vero e proprio rapporto patologico compulsivo di dipendenza tra il gioco e l’utente: l’avventore, per recuperare i soldi persi continua a giocare, anche per ore, ed in tal modo spesso dissipa tutto quello di cui dispone;
  • che la ludodipendenza (ludopatia) è uno stato psichico caratterizzato da modificazioni del comportamento o reazioni che determinano la compulsione a giocare continuamente e ripetutamente;
  • si evidenzia altresì che l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha catalogata come una vera propria patologia e l’Associazione Psichiatrica Americana l’ha inserita all’interno della categoria “disturbi del controllo degli impulsi”;
  • che le conseguenze vanno ad incidere sia sul lato economico, che sulla dimensione affettiva e sociale: sovente chi è dipendente mette da parte i legami affettivi con i propri familiari creando un vita relazionale ; le slot machines ed i video poker comunque non sono gli unici protagonisti della situazione stigmatizzata nella presente mozione; figurano, altresì, ulteriori giochi come il “gratta e vinci” o il lotto e le scommesse sportive;
  • che il problema sollevato sta assumendo i contorni di una vera e propria piaga sociale dove la scena dell’azzardo non è più occupata dai giocatori incalliti ma da milioni di persone che non percepiscono questa loro condizione.

CONSIDERATO

  • che i dati epidemiologici di questa vera e propria malattia (molto simile alla dipendenza da alcol e droga) hanno già da tempo indotto i servizi di alcune Aziende Sanitarie, a formare delle “task force” specializzate presso i Sert, dove le vittime possono rivolgersi per ricevere assistenza ed avviare un percorso di recupero
  • che il problema più evidente è quello della compulsività che spinge diverse persone a non effettuare giocate sporadiche ma stazionare diverse ore al giorno davanti alle “macchinette mangiasoldi”, e l’uso distorto che di queste si fa in alcuni circoli privati.
  • che le difficoltà economiche attuali che stanno colpendo il nostro territorio, purtroppo, spingono un numero crescente di persone a cercare una via d’uscita tentando la fortuna con queste macchinette e peggiorando così la loro situazione economica. In particolare si stima che su tutto il territorio nazionale le persone affette da ludopatia siano circa 800.000, dato sicuramente approssimativo ed in crescita;
  • che tali macchinette molto spesso trasformano le difficoltà economiche in veri e propri drammi sociali ed umani che restano a carico di tutta la comunità.
  • che l’obiettivo di un’amministrazione comunale è quello di ridurre i problemi dei cittadini, e se possibile, prevenirli,  disincentivando  ed  evitando  l’abuso  di  forme  di  gioco  d’azzardo,  che provocano gravi danni economici e sociali alle famiglie;
  • che contrastare questo fenomeno a livello comunale è possibile, con varie modalità, ed infatti sono già state prese misure in altri comuni come Empoli (in cui è stato vietato l’utilizzo delle macchinette alla mattina), od il comune di Enego (Vicenza) in cui il sindaco, in alcuni giorni ed orari, le vieta per “motivi sanitari” ed ha provveduto a «la necessità di porre dei limiti, quanto meno temporali, su tutto il territorio comunale, dell’uso di apparecchi automatici di gioco che generano vincite»;

RITENUTO

  • fondamentale adottare delle misure che intervengano alla radice di questa problematica, prevenendo l’abuso dei giochi d’azzardo legalizzati, rendendo consapevoli tutte le persone dei rischi in cui possono
  • importante intensificare, anche  per Sondrio, un’efficace  campagna  di sensibilizzazione e di contrasto al fenomeno della ludodipendenza, articolata attraverso:
    • attività educative;
    • campagna pubblicitaria anche mediante l’uso cartelloni posizionati su autobus, in prossimità di scuole e luoghi di aggregazione e spot televisivi su canali locali;
    • il rispetto dell’obbligo, stabilito dal D.L. 158/2012, art. 7 – commi da 4 a 6 (decreto Balduzzi) di cartelli posizionati all’ingresso, nelle aree interne e a lato delle macchinette con l’avviso sui rischi del gioco d’azzardo e sulle probabilità di vincita;
    • forme di regolamentazione dell’utilizzo dei videopoker e delle slot machines;
    • controllo capillare che attesti la legalità dei giochi presso i locali pubblici (numero massimo di apparati installati, configurazione corretta);
    • distribuzione di materiale informativo e gadgets;

Si tratterebbe pertanto di una campagna di prevenzione, non di una politica proibizionista, avente la valenza di educare la popolazione locale al fine di renderla maggiormente consapevole dei rischi in cui si può incorre giocando continuamente d’azzardo, in linea con il vecchio adagio: “prevenire è meglio che curare“.

FERMI RESTANDO

i regimi autorizzativi, le evoluzioni legislative, i controlli e le sanzioni attualmente in vigore.

 

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta Comunale

  1. a programmare un’efficace attività educativa nei confronti dei cittadini al fine di ridurre e contrastare le forme patologiche di dipendenza dal gioco, anche attraverso campagne pubblicitarie di sensibilizzazione ed informazione contro la compulsività e la dipendenza nei confronti del gioco d’azzardo;
  2. a predisporre un adeguato sostegno ai progetti di cura e contrasto delle ludopatie;
  3. a studiare ed attuare forme di disincentivazione dell’utilizzo delle slot machine negli esercizi pubblici presenti sul territorio con eventuali sgravi e piccole agevolazioni volte a favorire e privilegiare gli esercizi cosiddetti “No Slot”;
  4. a contrastare e proibire l’utilizzo delle slot machine e qualsiasi altro apparecchio con vincite in denaro nei circoli privati che spesso vengono trasformati pericolosamente in circoli per il gioco d’azzardo;
  5. ad approfondire lo studio del fenomeno e la vastità della sua diffusione coinvolgendo la ASL di Sondrio e altri soggetti che possano contribuire ad approfondire la conoscenza (Camera di Commercio, Associazioni di categoria, scuole di ogni ordine e grado, Forze dell’Ordine), nonché movimenti ed associazioni presenti sul territorio che da tempo hanno dichiarato battaglia contro lo sviluppo esponenziale di codesta attività.
  6. ad adottare un regolamento specifico in ordine all’utilizzo dei videopoker e delle slot machines nei locali pubblici del Comune (laddove presenti);
  7. a predisporre un regolamento che imponga l’obbligatorietà di sistemi di videosorveglianza, nei locali che hanno al loro interno slot machine, con lo scopo di prevenirne l’utilizzo da parte di minorenni e che imponga regole più stringenti per le sale di nuova apertura, quali la distanza da luoghi sensibili e dagli incroci.
  8. in sinergia con le autorità preposte, ad esercitare un controllo sulla legalità dei giochi resi disponibili per il pubblico, prevedendo la chiusura del locale qualora si riscontri la presenza di apparecchiature illegali e/o mancato rispetto della normativa vigente (peraltro estremamente lacunosa);
  9. ad aderire al “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” che conta la partecipazione di oltre 200 Comuni d’Italia (allegato);
  10. a sollecitare il Governo e il Parlamento affinché si impegni a dare seguito ad una revisione della Legge in materia di gioco d’azzardo mettendo in atto strumenti che limitino il gioco d’azzardo o quantomeno  le  somme  procapite,  con  lo  scopo  di  tutelare  i  cittadini  e  ritornando  a  quella vocazione che deve intravedere nei Cittadini degli esseri umani e non dei semplici numeri da inserire in un bilancio.

Gianfranco Bordoni – Consigliere Comunale per “Rilanciamo Sondrio”

 

Mozione: Interventi a tutela della sicurezza degli automobilisti in transito sulla S.S. 38 all’altezza del polo commerciale sito nel Comune di Castione Andevenno (SO)

Sondrio, 16 febbraio 2015

OGGETTO: Interventi a tutela della sicurezza dei pedoni nella fruizione degli attraversamenti pedonali in alcune zone della città.

PREMESSO CHE

  • si vuole sensibilizzare codesta Amministrazione ad attuare tutte quelle iniziative ed interventi che possano aumentare la sicurezza degli attraversamenti pedonali siti in diverse strade della città di Sondrio;
  • in Italia nel 2014 gli incidenti che hanno visto coinvolti pedoni nell’attraversamento delle strisce pedonali sono stati oltre 450 e tra questi 50 risultati fatali per i pedoni; le vittime sono soprattutto anziani ultra settantenni, bambini e giovani;

CONSIDERATO CHE

  • nelle strade di periferia (ad esempio via Tonale, Via Fiume, Via Nani, Via A. Moro ecc..) diverse sono le situazioni a rischio per il pedone:
    • strisce pedonali usurate dal traffico e dalle condizioni meteorologiche, scarsamente manutenute, con conseguente compromissione della visibilità sia da parte dell’automobilista (soprattutto in orario diurno) che dal pedone stesso;
    • zone oscure causate dalla vegetazione ai margini della strada che, soprattutto nella stagione primaverile ed estiva, creano coni d’ombra particolarmente pericolosi per il pedone e per l’automobilista in approccio all’attraversamento pedonale;
    • assenza di segnalazione luminosa e/o strisce rumorose di avvertimento e dissuasione;
    • scarsa illuminazione a causa di tecnologie al fosforo superate e posizionamento di lampioni a volte non coerenti con la disposizione della segnaletica orizzontale (Via Tonale dal sottopasso – palazzo Telecom – verso il parcheggio del Campus);
    • non ultima una scarsa “civiltà” di automobilisti che, in totale disprezzo dell’altrui incolumità, non rispettano i limiti di velocità imposti dal codice della strada ma soprattutto dal buon senso ;

RITENUTO CHE

  • fondamentale è adottare tutte quelle iniziative e soluzioni tecnologiche che favoriscano la sicurezza dei nostri cittadini che fruiscono degli attraversamenti pedonali dislocati nella nostra città;
  • importante è intensificare la presenza di forze dell’ordine che possano attuare azioni deterrenti e sanzionatorie verso tutti coloro colti ad infrangere il codice della strada (soprattutto in orario serale/notturno);
  • efficace è la progettazione di un piano di investimento finalizzato al potenziamento della segnaletica luminosa ad alto impatto visivo e un utilizzo di tecnologie LED a basso consumo, con passaggi pedonali luminosi intelligenti con modalità sia “attiva” (a chiamata) che “passiva” (con sensore di prossimità e utilizzo di sistemi con tecnologia “intelligent dimming”).
  • Indispensabile creare la cultura del rispetto di regole elementari per una guida sicura degli automobilisti ed un comportamento consapevole e rispettoso da parte dei pedoni (ad esempio l’uso di telefoni cellulari da parte dei pedoni in approccio ad un attraversamento pedonale dovrebbe essere sanzionato quanto l’uso dello stesso da parte degli automobilisti)

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

Il Sindaco e l’Assessore competente

  1. ad attuare un piano di intervento al fine di progettare e realizzare, nel più breve tempo possibile, iniziative volte alla messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali attraverso l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione e soluzioni intelligenti, oggi disponibili nel mercato ed adottate da molti comuni italiani:
  2. a migliorare la manutenzione del verde cittadino prestando maggior attenzione al contenimento della crescita degli alberi frondosi in prossimità degli impianti di illuminazione stradale collocati a ridosso degli attraversamenti pedonali;
  3. pianificare un presidio costante di polizia municipale a tutela dei pedoni e con azione deterrente verso abitudini scorrette e potenzialmente pericolose caratterizzanti la guida di automobilisti e pedoni;

Gianfranco Bordoni – Consigliere Comunale per “Rilanciamo Sondrio”

 

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