Abstract

L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nelle istituzioni scolastiche europee si colloca all’intersezione tra innovazione didattica, tutela dei diritti fondamentali e responsabilità organizzativa. Il quadro normativo è oggi definito principalmente dal Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e dal Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act), che introducono un approccio integrato basato su responsabilità, trasparenza e gestione del rischio. Il presente contributo analizza gli aspetti essenziali di tali normative e ne declina le implicazioni operative per i dirigenti scolastici della Lombardia, con particolare attenzione a governance, valutazioni d’impatto, configurazioni tecniche, trasparenza e alfabetizzazione.

Parole chiave: AI Act, GDPR, scuola, governance, DPIA, FRIA, supervisione umana, trasparenza, dirigenti scolastici.

1. Dal “tool” alla governance: una trasformazione organizzativa

L’IA è già presente nelle scuole sotto forma di assistenti testuali, sistemi di valutazione automatizzata, strumenti di generazione di contenuti, analisi dei dati o monitoraggio delle attività. Tuttavia, la questione centrale non riguarda l’adozione dello strumento in sé, bensì la sua integrazione in un sistema decisionale conforme ai principi europei di tutela dei diritti.

Per un dirigente scolastico, l’uso dell’IA non è un atto tecnico ma una scelta organizzativa formalizzata, che richiede:

  • definizione di finalità chiare;
  • valutazione preventiva dei rischi;
  • attribuzione di ruoli e responsabilità;
  • misure tecniche e organizzative adeguate;
  • comunicazione trasparente verso la comunità scolastica.

2. Il GDPR: responsabilità, minimizzazione e tutela dei minori

Il GDPR costituisce il primo pilastro normativo. Nella scuola, l’istituzione agisce come Titolare del trattamento, mentre i fornitori di soluzioni digitali assumono il ruolo di Responsabili del trattamento.

2.1 Principi fondamentali

L’uso dell’IA deve rispettare:

  • Liceità, correttezza e trasparenza
  • Limitazione della finalità
  • Minimizzazione dei dati
  • Integrità e riservatezza
  • Accountability

Particolare rilievo assume la protezione dei minori, che impone:

  • informative comprensibili;
  • attenzione rafforzata a profilazioni e decisioni automatizzate;
  • limitazione dell’uso di dati identificativi quando non necessari.

2.2 Obblighi operativi

Per i dirigenti scolastici, il rispetto del GDPR si traduce in processi concreti:

  • aggiornamento del registro dei trattamenti;
  • nomina e vigilanza sui responsabili (art. 28);
  • applicazione del principio di privacy by design e by default (art. 25);
  • misure di sicurezza adeguate (art. 32);
  • gestione e notifica di eventuali data breach.

Nel contesto dell’IA, il principio di minimizzazione implica, ad esempio, evitare l’inserimento di dati personali nei prompt di sistemi generativi quando non strettamente necessario e preferire tecniche di anonimizzazione o pseudonimizzazione.

3. L’AI Act: approccio basato sul rischio

L’AI Act introduce una classificazione dei sistemi di IA in base al livello di rischio: minimo, limitato, alto rischio e vietato.

3.1 Pratiche vietate

In ambito educativo sono vietate pratiche quali:

  • rilevazione delle emozioni degli studenti;
  • manipolazione subliminale;
  • social scoring;
  • categorizzazioni biometriche sensibili.

Questa previsione ha ricadute immediate su eventuali soluzioni di sorveglianza o monitoraggio comportamentale.

3.2 Sistemi ad alto rischio in istruzione

Sono considerati ad alto rischio, tra gli altri:

  • sistemi utilizzati per ammissione o assegnazione ai percorsi;
  • strumenti che incidono sulla valutazione degli apprendimenti;
  • soluzioni di proctoring automatizzato.

In tali casi, la scuola – in qualità di deployer – deve:

  • garantire supervisione umana effettiva;
  • conservare documentazione tecnica;
  • predisporre meccanismi di reclamo;
  • segnalare eventuali incidenti gravi;
  • effettuare una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali (FRIA).

4. DPIA e FRIA: valutazioni preventive come strumento di governo

Quando l’uso dell’IA comporta rischi elevati per i diritti e le libertà, è necessaria una Valutazione d’Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA) ai sensi dell’art. 35 GDPR.

Per sistemi ad alto rischio secondo l’AI Act, si aggiunge la FRIA, che analizza l’impatto sui diritti fondamentali, includendo aspetti di equità, non discriminazione, autonomia e contestabilità.

Per i dirigenti scolastici, tali valutazioni rappresentano:

  • uno strumento di legittimazione della scelta;
  • un metodo per identificare misure di mitigazione;
  • una garanzia di tracciabilità decisionale.

5. Supervisione umana e responsabilità didattica

Un principio cardine dell’AI Act è la human oversight. Nella scuola, ciò significa che:

  • le decisioni rilevanti non possono essere interamente automatizzate;
  • il docente mantiene la responsabilità valutativa;
  • l’output dell’IA deve essere verificato criticamente.

La supervisione umana non è solo un obbligo normativo, ma un presidio pedagogico: l’IA può supportare, non sostituire, la professionalità docente.

6. Trasparenza e alfabetizzazione

Due dimensioni sono essenziali:

6.1 Trasparenza

La scuola deve:

  • informare quando si interagisce con sistemi di IA;
  • chiarire finalità e modalità d’uso;
  • distinguere contenuti generati o manipolati artificialmente (es. deepfake).

La trasparenza rafforza la fiducia e riduce conflitti.

6.2 Alfabetizzazione all’IA

L’AI Act prevede che chi utilizza o supervisiona sistemi di IA possieda adeguate competenze.

Per i dirigenti lombardi, ciò implica:

  • formazione mirata del personale;
  • integrazione dell’educazione all’IA nei percorsi di cittadinanza digitale;
  • sviluppo del pensiero critico verso output generativi.

7. Struttura di governance d’istituto

Un modello efficace prevede:

  • Dirigente scolastico: indirizzo strategico e autorizzazione delle scelte ad alto impatto.
  • DPO/RPD: consulenza su conformità e valutazioni.
  • Team digitale/IA: mappatura strumenti, classificazione del rischio, monitoraggio.
  • Docenti e personale: uso conforme e segnalazione criticità.

Strumenti operativi consigliati:

  • regolamento interno sull’uso dell’IA;
  • elenco di strumenti autorizzati con condizioni d’uso;
  • procedure di incident response;
  • riesame periodico delle soluzioni adottate.

8. Configurazione tecnica e misure minime

Per sistemi generativi (es. LLM), le misure minime includono:

  • utilizzo di account istituzionali;
  • disattivazione di funzioni non necessarie;
  • limitazione della conservazione dei prompt quando possibile;
  • documentazione delle configurazioni adottate;
  • canale unico per segnalazioni di malfunzionamenti o bias.

9. Implicazioni specifiche per la Lombardia

Nel contesto lombardo, caratterizzato da forte diffusione di sperimentazioni digitali, le priorità strategiche per i dirigenti risultano essere:

  1. Formalizzare scelte già in atto.
  2. Ridurre l’asimmetria informativa verso studenti e famiglie.
  3. Rafforzare il coinvolgimento del DPO.
  4. Integrare IA, privacy e sicurezza in un unico quadro di governance.
  5. Documentare ogni passaggio decisionale in chiave di accountability.

Conclusioni

L’introduzione dell’IA nella scuola non può essere affrontata come semplice innovazione tecnologica. Il quadro europeo impone un cambio di paradigma: dalla sperimentazione spontanea alla governance strutturata e documentabile.

Per i dirigenti scolastici della Lombardia, ciò significa assumere un ruolo di regia che integri:

  • protezione dei dati (GDPR),
  • gestione del rischio e diritti fondamentali (AI Act),
  • trasparenza verso la comunità,
  • formazione e supervisione umana,
  • monitoraggio continuo e riesame.

L’IA può rappresentare un potente strumento di supporto alla didattica e all’organizzazione, ma solo se inserita in un sistema di regole, responsabilità e controlli che ne garantisca l’uso equo, sicuro e sostenibile nel tempo.

 

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Governare l’Intelligenza Artificiale nella scuola- quadro normativo europeo e ricadute operative per i dirigenti scolastici della Lombardia