L’Intelligenza Artificiale Generativa (Generative AI) rappresenta una delle più promettenti ma complesse innovazioni tecnologiche del nostro tempo. L’Unione Europea ha pubblicato nel 2025 il Code of Practice for General-Purpose AI Models, un codice di condotta volontario destinato a guidare l’utilizzo responsabile dei modelli di IA generali (GPAI), come quelli adottati dalle piccole e medie imprese (PMI) e dalla pubblica amministrazione (PA). Questo articolo analizza i contenuti essenziali del Codice, evidenziando il suo potenziale applicativo per garantire trasparenza, sicurezza, tutela del diritto d’autore e conformità normativa nei contesti organizzativi pubblici e privati.

1. Introduzione: il contesto dell’IA generativa per PMI e PA

L’adozione dell’IA generativa da parte di PMI e PA è in crescita esponenziale. Strumenti basati su modelli general-purpose (es. ChatGPT, Gemini, Claude) vengono utilizzati per automatizzare processi, generare contenuti, migliorare il customer service e facilitare l’interazione con i cittadini. Tuttavia, questa accelerazione tecnologica comporta rischi non trascurabili: disinformazione, violazioni del diritto d’autore, bias nei risultati, scarsa trasparenza e problematiche di sicurezza informatica. In questo scenario, il Codice di Condotta GPAI mira a fornire un quadro volontario ma concreto per guidare l’uso etico e conforme di queste tecnologie.

2. I pilastri del Codice: trasparenza, copyright e sicurezza

Il Codice si articola in tre capitoli chiave, che rispecchiano gli obblighi previsti dagli articoli 53 e 55 dell’AI Act europeo:

2.1 Trasparenza

Le imprese e le PA che utilizzano strumenti basati su GPAI dovrebbero poter accedere a:
– documentazione tecnica sul funzionamento dei modelli (Model Cards);
– dati sull’origine e sulla qualità dei dataset utilizzati per l’addestramento;
– informazioni sui limiti noti del modello e i rischi associati;
– valutazioni sull’affidabilità e sull’accuratezza.
Questa trasparenza è essenziale per evitare l’uso acritico dell’IA e per informare adeguatamente i cittadini e gli utenti finali.

2.2 Diritto d’autore

Il Codice impone l’adozione di policy interne per:
– escludere contenuti protetti da copyright dai dati di addestramento, ove non autorizzati;
– rispettare le indicazioni di esclusione espresse dai titolari dei diritti (es. robots.txt);
– prevenire la generazione di contenuti che violino la proprietà intellettuale;
– designare un punto di contatto per reclami e rimozioni.

2.3 Sicurezza e mitigazione del rischio

Il Codice incoraggia la predisposizione di:
– valutazioni preventive del rischio per l’uso di GPAI in settori sensibili;
– controlli tecnici contro abusi e malfunzionamenti;
– meccanismi di audit e revisione periodica;
– strategie di risposta agli incidenti.

3. Applicazione pratica per le PMI

Le PMI possono usare il Codice come strumento di autovalutazione e come guida per:
– selezionare fornitori di IA affidabili;
– aggiornare i contratti e i termini di servizio con clausole ispirate al Codice;
– dimostrare conformità normativa e attenzione all’etica digitale;
– formare il personale sull’uso corretto degli strumenti IA.
L’adozione volontaria del Codice può essere valorizzata anche in bandi pubblici e gare, come elemento qualificante.

4. Implicazioni per la Pubblica Amministrazione

La PA è chiamata a dare l’esempio nell’uso responsabile dell’IA. Applicare il Codice può significare:
– rafforzare la fiducia dei cittadini;
– migliorare la trasparenza delle decisioni automatizzate;
– integrare criteri di IA etica nei regolamenti interni;
– evitare contenziosi legati a privacy, copyright e bias.

5. Un passo verso la maturità digitale

Sebbene non vincolante, il Code of Practice for GPAI rappresenta una risorsa strategica per PMI e PA. Adottarlo significa investire in trasparenza, legalità e affidabilità, anticipando i futuri obblighi normativi e distinguendosi come attori responsabili dell’ecosistema digitale europeo.

Riferimenti

– European Commission. (2025). General-Purpose AI Code of Practice.
– European Parliament & Council. (2024). Artificial Intelligence Act.
– Direttiva UE 2019/790 sul diritto d’autore nel mercato unico digitale.