Cosa prevede davvero la Legge 132/2025 per il mondo dell’istruzione e della formazione


Scuola secondaria: spazio all’AI per gli studenti ad alto potenziale

 

L’art. 22 della legge apre ufficialmente alla possibilità di introdurre esperienze universitarie nei piani didattici personalizzati (PDP) per studenti delle scuole superiori con alto potenziale cognitivo. Con un cambio sostanziale: in deroga alle attuali regole, queste studentesse e questi studenti potranno accedere ad attività formative universitarie prima del diploma, e riceverne riconoscimento nei percorsi post-diploma.

Un segnale forte: la legge incentiva l’integrazione scuola-università per valorizzare i talenti, anche in chiave AI e discipline STEM.

Formazione scolastica: più STEM, più orientamento, più AI

All’art. 24, la legge introduce uno dei passaggi più rilevanti: il potenziamento obbligatorio delle competenze STEM e digitali nei curricoli scolastici, con particolare attenzione al coinvolgimento delle studentesse.

L’obiettivo non è solo aggiornare l’offerta formativa, ma anche modificare i percorsi di orientamento, affinché le nuove generazioni possano scegliere consapevolmente percorsi futuri che integrino scienza, tecnologia e AI.

Università, AFAM, ITS: l’AI entra nei corsi

La legge prevede (art. 24, lett. i) l’inserimento strutturato di formazione su AI e nuove tecnologie nei corsi universitari, nei percorsi AFAM (alta formazione artistica, musicale e coreutica) e negli ITS Academy.

La prospettiva è chiara: non solo apprendere “cosa fa l’AI”, ma capire come funziona tecnicamente e come interpretarne gli output, anche sul piano giuridico, etico e culturale.

Ricerca e trasferimento tecnologico: università protagoniste

Il legislatore riconosce formalmente che università, ITS e enti di ricerca pubblici non sono solo luoghi di studio, ma anche motori dell’innovazione AI. La legge punta a facilitare il coinvolgimento degli atenei in progetti di sperimentazione normativa, in collaborazione con imprese e istituzioni.

Formazione dei docenti e alfabetizzazione AI

Un altro passaggio (art. 24, lett. e-f) impegna Governo, ordini professionali e associazioni a promuovere formazione mirata all’uso consapevole dell’AI, sia per insegnanti sia per operatori educativi. Non più facoltativa, ma inserita in una strategia nazionale, con l’obiettivo di rendere gli educatori non solo “utilizzatori passivi”, ma interpreti attivi del cambiamento tecnologico.

Una strategia che guarda lontano

L’articolo 19 affida alla Presidenza del Consiglio la regia della Strategia nazionale sull’Intelligenza Artificiale, con un Comitato che coinvolge anche il MIUR, le università e i principali attori della trasformazione digitale. Nel mirino c’è un’idea chiara: l’educazione non può restare fuori dal perimetro dell’AI, né subirla. Deve plasmarla e orientarla.

In sintesi

La Legge 132/2025 non introduce l’AI nella scuola “per moda”, ma come elemento strutturale di una trasformazione educativa. Non parla solo di strumenti, ma di competenze, orientamento, visione e ruolo sociale dell’istruzione pubblica in un’epoca in cui l’AI non è più il futuro: è il presente.