Demanio idrico – le considerazioni dei gruppi di minoranza

Demanio idricoSorprende l’uscita del Sindaco di Sondrio sulla questione dell’utilizzo dei soldi del Demanio Idrico. Sorprende perché sembra una presa di posizione da tifoso politico e non da Sindaco di un capoluogo di provincia. Ruolo che lui stesso continua a rivendicare ma che sempre lui , in vent’anni, ha fortemente indebolito.

Un Sindaco di un capoluogo non si sarebbe dimenticato di dire che per colpa del Governo 4.500.000 € del Demanio Idrico verranno utilizzati per la spesa corrente della Provincia di Sondrio e non in investimenti sul territorio provinciale.

Proprio quella maggioranza di Governo, che nella legge Delrio riconosce la specificità del nostro territorio , non ha poi rispettato nei fatti tale specificità nella riforma costituzionale che a breve ci appresteremo ad approvare o, come speriamo vivamente, rigettare con il voto del referendum confermativo.

Tagli al personale e al bilancio provinciale hanno messo a forte rischio i servizi ai cittadini, dal riscaldamento delle scuole superiori al trasporto degli alunni passando dalla manutenzione delle strade provinciali e solamente grazie all’utilizzo dei soldi del demanio idrico si possono ancora oggi garantire.

Il Sindaco del capoluogo avrebbe dovuto sottolineare , ad esempio, che i tagli al bilancio provinciale non sono dei veri propri tagli ma sono degli aumenti di prelievo. Sono soldi dei cittadini valtellinesi e valchiavennaschi che il Governo scippa per coprire le sue inefficienze.

Il Sindaco dimentica che grazie ai soldi del Demanio idrico Sondrio potrà realizzare diverse opere, come piazzale Bertacch,i il sottopasso di via Nani, la  riqualificazione energetica di palazzi comunali, senza dimenticare la casa di riposo. Proprio in virtù al ruolo di capoluogo che Regione Lombardia , la Provincia le riconoscono all’interno della AQST.

In Consiglio  Comunale i gruppi di minoranza  hanno cercato di reindirizzare il problema sulla giusta via, ovvero facendo presente che la riforma costituzionale trasferirà allo Stato la materia esclusiva della produzione energetica con l’incognita della destinazione dei proventi del Demanio Idrico.

Tale provvedimento vanificherà il lavoro fatto in passato con il raddoppio del canoni che nei primi anni hanno permesso di coprire i 37 milioni per la tangenziale di Morbegno che erano di competenza della Provincia. Dal 2017 ,poi, la cifra passa dagli attuali 10 milioni ai 17 milioni di euro annuì. Soldi ottenuti grazie al lavoro compatto e determinante del territorio che nel corso degli anni ha permesso di sensibilizzare Regione Lombardia sulle esigenze della nostra provincia.

Il nostro invito è caduto nel vuoto perché ,per l’ennesima volta, si è messa davanti agli interessi dei cittadini l’appartenenza politica. Speravamo, visti i suoi continui inviti a superare gli schemi precostituiti dalla politica al fine del bene comune, di avere da parte sua un grande alleato.

Ma questo non è ne il tempo delle polemiche ne quello delle rivendicazioni. Anche perché a questi quesiti, come è già successo e speriamo succederà in futuro, sempre che l’attuale governo non decida di decapitare definitivamente la democrazia, risponderanno i cittadini con il proprio voto.

Quindi caro Sindaco, sotterri l’ascia di guerra della tifoseria politica, assuma il giusto ruolo istituzionale del Sindaco di capoluogo, come ha già dimostrato in passato conducendo battaglie comuni con e per il territorio, e insieme contrastiamo la scellerata riforma costituzionale con il no al referendum, difendendo gli interessi della nostra gente e della nostra terra.

Noi ci siamo (gruppi di minoranza)

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