Anacleto: Scuola sempre, torno a scuola

DESTINATARI
Il progetto, inizialmente ideato per sostenere i pazienti oncologici in età scolare, può essere esteso anche ai bambini affetti da altre patologie, che prevedano comunque tempi di terapia prolungati.

FINALITÀ
Normalizzazione della vita dei bambini/adolescenti in terapia

OBIETTIVO GENERALE
Assicurare al malato la continuità del suo sviluppo educativo, anche nel momento problematico della malattia.

EQUIPE MULTIDISCIPLINARE
Le attività verranno programmate da una equipe multidisciplinare che consenta la presa in carico totale del discente. L’equipe sarà costituita da un medico oncologo , uno psicologo/psicoterapeuta ed un docente con esperienza di tecnologie per l’informazione e comunicazione integrate con le nuove metodologie didattica cooperativa in modalità e-learning.


FASI DELL’AZIONE

ACCOGLIENZA
L’equipe:

  • prende contatto con il paziente, la sua famiglia e la scuola di appartenenza;
  • raccoglie tutti i dati necessari ed individua i bisogni;
  • individua gli interventi più opportuni e delinea un possibile progetto, flessibile e continuamente adattabile alle condizioni del paziente.

ATTIVITÀ DIDATTICA
Paziente che ha necessità terapeutiche che lo costringono a permanenze prolungate presso i centri di cura specialistici o, comunque, in strutture lontane dall’abituale residenza:

  • Se il centro presso cui è ospite prevede progetti di “scuola in ospedale”, l’equipe faciliterà l’attivazione del servizio e curerà i rapporti con la scuola di appartenenza.
  • Si metterà in atto la FAD (formazione a distanza) con un progetto ad hoc.

Paziente in terapia o in pausa terapia presso la propria abitazione ma impossibilitato alla frequenza:

  • Verranno concordati opportuni interventi domiciliari da parte di docenti, precedentemente formati.
  • Si metterà in atto la FAD con un progetto ad hoc.

REINSERIMENTO NELLA SCUOLA DI APPARTENENZA
All’atto del reinserimento nella classe di appartenenza il paziente verrà sostenuto con lezioni domiciliari nelle discipline che evidenzieranno le maggiori fragilità.

A questo proposito verranno formati docenti del maggior numero possibile di discipline, in modo da poter fornire assistenza a pazienti iscritti a qualsiasi tipologia di scuola.

Verranno inoltre predisposte unità didattiche in audio/video fruibili via web attraverso piattaforme podcast appositamente realizzate per il recupero di  quelle parti dei programmi curricolari nelle quali si rilevano difficoltà.

FAD – FORMAZIONE A DISTANZA
Per il giovane ospedalizzato o in degenza presso il proprio domicilio, che non ha la possibilità di frequentare in presenza le lezioni, l’apprendimento attraverso la formazione a distanza offre, per la sua flessibilità, una valida alternativa (o, in altri casi, integrazione) rispetto alle lezioni tradizionali: studiare dal luogo di degenza, non da solo o con un insegnante, ma con la mediazione e la collaborazione di un gruppo di coetanei.

Qualsiasi docente sa che l’apprendimento necessita  di interazione non solo con la persona esperta ma anche e soprattutto con il gruppo dei  pari, che  stimolano l’acquisizione dei contenuti   con  domande, dubbi e perfino con  la condivisione degli errori.

La FAD offre un servizio di qualità che favorisce l’apprendimento da parte del ragazzo ricoverato e, contemporaneamente, promuove la maturazione della personalità negli alunni delle classi coinvolte.

OBIETTIVI SPECIFICI DELLA FAD

  • Consentire il diritto allo studio degli studenti ospedalizzati, tramite l’utilizzo di tecnologie opportune.
  • Aiutare a superare l’isolamento attraverso collegamenti con la scuola di appartenenza, consentendo all’alunno ricoverato di continuare a sentirsi parte integrante di un gruppo, non isolato nella condizione di malattia.
  • Mantenere viva la motivazione per le attività scolastiche.
  • Preservare i contatti con la quotidianità al di fuori dell’ospedale.
  • Promuovere la maturazione degli aspetti cognitivi, emotivi e sociali del ragazzo.
  • Contribuire ad una migliore qualità della degenza offrendo un legame concreto con il mondo esterno.

METODOLOGIA DIDATTICA

  • Modulare: si utilizzeranno brevi moduli o unità didattiche compiuti ed indipendenti fra loro.
  • Trasversale: i temi trattati riguarderanno spesso più ambiti disciplinari.
  • Flessibile: la durata della degenza e le condizioni psico-fisiche del malato rappresentano elementi fondamentali per la programmazione delle attività didattiche (scelta dei contenuti, delle modalità e dei tempi dell’intervento educativo).

FASI OPERATIVE

In ospedale:

  • Informazione e sensibilizzazione del personale.
  • Coinvolgimento degli operatori sanitari.
  • Informazione e richiesta di consenso ai genitori.
  • Contatti con la scuola di provenienza.
  • Accordi con la scuola di provenienza per la videoformazione a distanza (calendario settimanale).
  • Monitoraggio delle attività.
  • Questionario di soddisfazione.
  • Certificazione di frequenza.

A scuola:

  • Approvazione del progetto da parte degli organi competenti
  • Presentazione del progetto ai genitori degli alunni
  • Corsi di formazione
  • Programmazione delle attività
  • Calendario settimanale delle sedute di formazione a distanza
  • Corsi di formazione per docenti ed alunni/famiglia su:
    • uso delle tecnologie
    • aspetti comunicativi/relazionali e psico-emotivi legati al contatto con il discente ospedalizzato
    • tecniche della comunicazione
    • visite guidate in ospedale

RUOLI
insegnante della scuola:

  • guida i propri alunni
  • ha funzione di regista nella sessione di formazione a distanza

insegnante ospedaliero (se presente):

  • coinvolge attivamente l’alunno malato
  • lo motiva alla partecipazione
  • cura la fase di preparazione
  • lo affianca durante la sessione FAD
  • stimola la produzione di elaborati
  • raccoglie e condivide con gli insegnati curricolari elaborati e documentazione attraverso piattaforme Cloud-based

VALUTAZIONE
La valutazione verrà effettuata tramite l’impiego di questionari di soddisfazione proposti agli alunni degenti, agli alunni della scuola di provenienza, agli insegnanti, ai genitori ed agli operatori ospedalieri.

PUNTI DI FORZA
La lezione in formazione a distanza non è una lezione frontale tenuta a distanza da un docente: è qualcosa di completamente diverso e di non banale gestione anche da parte di un professionista esperto della scuola tradizionale. Mettersi in gioco come docente in modalità e-learning costituisce un importante momento di riflessione e di ripensamento delle tecniche didattiche consuete da non sottovalutare.

Nello specifico i punti di forza possono essere sintetizzati in:

  • apprendimento fortemente veicolato dalla comunicazione diretta fra coetanei e li coinvolge intensamente;
  • gruppi di alunni con ruoli altamente corresponsabili (ideazione, programmazione, gestione)che restituisce una forte ricaduta positiva sulla classe;
  • alunni ospedalizzati attori principali nei processi didattici formativi attraverso interazione diretta;
  • intensità emotiva che accresce sia la motivazione che la concentrazione;
  • valorizzazione dei modi e stili di apprendimento personalizzati sia nelle modalità sincrone (one to one – one to many) sia asincronre (podcast).

 

“io conosco, tu conosci ……. in rete consapevolmente” – giovani mentori che dialogano con giovani e giovanissimi, per la cultura di cittadinanza attiva, critica e cosciente.

Proposta progettuale di azioni e iniziative per la prevenzione dei fenomeni di Cyber-Bullismo e di DigitalCrime.

Presentazione

Il cyberbullismo, la dipendenza da web, il G.A.P. (gioco d’azzardo patologico), il DeepWeb, la pedopornografia nel web e le frodi digitali, con vittime tra i minori, sono in aumento e rappresenta una vera e propria emergenza sociale.

I giovani, vittime di tali fenomeni, sono spesso giovanissimi (i primi pericoli si manifestano all’età di nove anni). Un fenomeno che deve essere contrastato immediatamente agendo su un doppio binario: la prevenzione primaria da una parte, e la capacità di riconoscere e risolvere questi fenomeni, quando in atto, dall’altra.

In tutti questi casi, protagonisti indiscussi sono i genitori che, insieme alle istituzioni scolastiche, giocano un ruolo primario nella battaglia contro i risvolti negativi che spesso porta con sé la rivoluzione digitale.

Il progetto “io conosco, tu conosci ….. in rete consapevolmente” si prefigge di realizzare, per la provincia di Sondrio, ma facilmente esportabile anche in altre realtà territoriali regionali/nazionali, un servizio di formazione/sensibilizzazione/educazione consapevole relativo a problematiche e rischi che i giovani, con le loro famigli, quotidianamente vivono nell’era digitale.

 

Obiettivi generali:

  • limitare e anticipare fenomeni di illegalità e azioni socialmente dannose;
  • favorire pratiche di mediazione dei conflitti sociali, di educazione alla legalità e rispetto civile;
  • migliorare politiche di prevenzione e di controllo sociale del territorio provinciale, di educazione e partecipazione giovanile, di informazione e comunicazione alle famiglie attraverso azioni pilota e buone pratiche, sperimentando interventi specifici, limitati, controllabili e trasferibili in diversi contesti educativi, culturali e sociali.
  • conoscere le origini, i presupposti e le dinamiche che stanno alla base del cyberstalking, della internet dependence, gioco d’azzardo on line e del digital crime (phishing, pedopornografia on line, Deep Web, ecc..);
  • conoscere le conseguenze generate dall’uso improprio della rete;
  • rispondere al bisogno di informazione e formazione da parte dei destinatari del progetto (genitori, alunni, insegnanti);
  • pianificare interventi ed elaborare strategie di prevenzione e contrasto nell’utilizzo “a rischio” del network e dei servizi di comunicazione associati (social, mail, web, pirateria informatica, ecc..), anche attraverso l’utilizzo di canali di comunicazione idonei alla natura digitale delle relazioni sociali usate oggi dagli adolescenti.

 

Obiettivi specifici

  • progettazione e realizzazione di un centro di ricerche provinciale e di documentazione dei fenomeni associati al digitalcrime;
  • organizzazione di programmi di intervento tesi alla prevenzione e al contrasto del fenomeno;
  • programmazione di interventi informativi/formativi indirizzati agli adolescenti (studenti), alle famiglie, alle agenzie educative, agli operatori scolastici;
  • definizione di protocolli e programmi fruibili dalle realtà scolastiche;
  • promozione di gruppi di lavoro territoriali/locali formati da docenti, genitori e studenti che possano costituire una prima interfaccia con le vittime di crimini digitali;
  • allargamento del progetto ad  altri fenomeni di devianza sociale;
  • coinvolgimento di soggetti istituzionali (comuni, istituzioni scolastiche) e ‘privati’ (agenzie educative, associazioni, comitati).

 

Progetto analitico

Fase 1 (Gennaio 2016)

  • definizione di un team di esperti costituiti da:
    • docente (in alternativa figura professionale esterna) esperto in psicologia dell’adolescenza, con specifiche competenze in ambito di cyberstalking e gap (gioco d’azzardo patologico);
    • docente esperto di sicurezza informatica e di reti telematiche (ICTE –information and communication expert), con specifiche competenze anche in ambito di analisi, progettazione, realizzazione e gestione di ambienti web oriented, finalizzati alla gestione della comunicazione e dell’analisi dei dati raccolti.
    • docente (in alternativa figura professionale esterna – rappresentante delle forze dell’ordine) esperto legale con specifiche competenza sulla normativa italiana ed internazionale su crimini informatici;
    • alunni del 2 biennio/ultimo anno, selezionati all’interno dell’indirizzo delle scienze umane, con mansioni di ricerca, organizzazione delle informazioni, osservazione e analisi del fenomeno, con ruolo attivo nella formazione dialogata verso i giovanissimi e giovani (alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado);

 

 

Fase 2 (Febbraio 2016)

  • realizzazione di una piattaforma (web + social network) cybermentors.it (o simile) con le seguenti specifiche funzionali:
    • CMS (content management system) per la gestione dei dati e delle elaborazioni degli stessi;
    • forum dedicato alle aree tematiche specifiche;
    • moduli digitali per la raccolta di informazioni on line;
    • faq;
    • NewsLetter;
    • area pubblica/riservata per docenti/famiglie/enti/associazioni dove condividere best practice, documenti, informazioni digitali, moduli didattici digitali, ecc..;
    • area di chat/videochat destinata agli studenti/famiglie;
    • pagina/gruppo facebook
    • profilo twitter
    • profilo google+
    • canale youtube
    • profilo linkedin

 

Fase 3 (Febbraio/Marzo 2016)

  • formazione degli alunni inseriti nel team al fine di creare figure di co-docenza da inserire nelle diverse fasi di incontri con i destinatari dell’azione (alunni delle scuole della provincia);
  • definizione, con i dirigenti scolastici provinciali, di un piano di intervento formativo verso i docenti delle scuole di ogni ordine e grado, presso i centri della provincia quali:
    • Chiavenna
    • Morbegno
    • Sondrio
    • Tirano
    • Bormio
    • Livigno
  • definizione con i dirigenti scolastici, rappresentanti delle istituzioni comunali ed associazioni coinvolte, di un calendario di pubblici incontri destinate alle famiglie dove presentare i rischi del cyberbullismo, internet dependence, Deep Web, ecc..;
  • individuazione di referenti delle scuole coinvolte afferenti al progetto e formazione dei docenti dei consigli di classe;
  • attivazione degli incontri con le famiglie, costituiti da momenti di dibattito e di confronto suddivisi in sessioni di 2 ore, ripetuti in due momenti differenti, replicati in tutti i centri provinciali;
  • coinvolgimento degli alunni appartenenti al team nel ruolo di osservatori/formatori e, opportunamente supportati dalle figure professionali coinvolte, attivi nell’analisi dei dati che nel tempo verranno gestiti e relazionati.

 

Fase 4 (Marzo-Aprile 2016)

  • incontri con gli alunni, divisi per fasce d’età e tipo di scuola, dove descrivere, attraverso sedute plenarie, con la attiva partecipazione del team di alunni formatori e con il supporto dei docenti del consiglio di classe formati precedentemente, i problemi e le criticità in ambito di cyberbullismo e nelle nuove dipendenze (internet, giochi on line), approfondendo anche il fenomeno della pedopornografia, del rischio di violazione dei dati personale e sensibili, le frodi informatiche, il Deep Web (il tutto modulato in base al target specifico).
    • Chiavenna
    • Morbegno
    • Sondrio
    • Tirano
    • Bormio
    • Livigno
  • attivazione di uno sportello d’ascolto telematico, attraverso canali di videconferenza (skype-hangouts) con i quali famiglie e/o studenti possano relazionarsi con le figure di supporto (esperto psicologo, legale, informatico/telematico, alunni formatori) per sottoporre richieste di chiarimenti e/o approfondimenti.

 

Fase 5 (Maggio-Settembre 2016)

  • sviluppo dei dati raccolti dal team e analisi statistiche/sociologiche;
  • individuazione delle criticità, best practice, sviluppando i contenuti del portale (in area pubblica/riservata) a disposizione della comunità studentesca e dei cittadini;
  • creazione e sviluppo di moduli didattici specifici da condividere, in modo collaborativo, con i docenti attori degli interventi didattici, riprocessando nel tempo, attraverso analisi delle ricadute sugli studenti, criticità è positività delle strategie comunicazionali formative, strutturando gli stessi attraverso sviluppi di trasversalità pluridisciplinari che coinvolgano un numero sempre maggiore di discipline.
  • creazione di unità didattiche specifiche, anche audio/video, da utilizzare nella didattica d’aula, attraverso l’uso di tecniche di fruizione in modalità cloud e podcasting;
  • supporto alle scuole su progettazione/riprogettazione delle proprie strutture telematiche, con attenzione specifica in ambito di sicurezza informatica e fruibilità della stessa, anche attraverso formazione di figure specifiche interne che possano affrontare, con competenza ed efficacia, eventuali problemi che, con l’utilizzo delle reti in un’ottica di scuola sempre più digitale, si vengono a manifestare con sempre maggior frequenza.

 

Fase 6 (Settembre-Dicembre 2016)

  • promuovere la propria consapevolezza di “cittadino attivo” dei giovanissimi e dei giovani mediante lo sviluppo delle life skill1 (abilità di vita) specifici quali:
    • maggiore resistenza all’influenza negativa dei pari o dei modelli che provengono dalla società;
    • maggiore consapevolezza di sé;
    • maggiore tendenza all’autoprotezione e alla protezione degli altri;

attraverso incontri formativi con esperti/alunni strutturati quali:

  • giochi di ruolo
  • giochi teatrali
  • lavori di gruppo
  • realizzazione di messaggi informativi-comunicazionali audio/video da utilizzare per attivare una campagna di informazione/sensibilizzazione della comunità scolastica e delle famiglie coinvolte, attraverso accordi con le emittenti radio/televisive locali, con particolare presenza degli stessi sui socialnetwork;

Gantt Chart

1Life Skill

Le life skills vengono considerati elementi essenziali per la crescita di tutti i bambini e adolescenti; non è un intervento finalizzato soltanto a coloro che già sono a rischio o che hanno già problemi.

  • Dal momento che l’insegnamento dei life skills può contribuire all’instaurarsi di un comportamento sano, di relazioni interpersonali positive, e al raggiungimento del benessere mentale, tale insegnamento dovrebbe idealmente essere attuato in giovane età, prima che si vengano ad instaurare modelli comportamentali negativi.
  • L’esperienza maturata nei territori in cui sono stati applicati programmi basati sulle life skills, suggerisce che il periodo tra i 6 ed i 16 anni è il più importante per il loro l’apprendimento.
  • Si devono rendere accessibili tali programmi, almeno al periodo della preadolescenza e della prima adolescenza, dal momento che i giovani di questo gruppo di età sembrano essere molto più vulnerabili per ciò che riguarda le condotte negative collegate ai problemi socio-sanitari o al bullismo.

 

Le life skill nel quotidiano

Le life skills che si possono individuare, sono innumerevoli; tuttavia è stato individuato un gruppo fondamentale di ‘skills’ che deve rappresentare il fulcro delle iniziative sulla promozione della salute e del benessere di bambini e adolescenti:

  • decision making (capacità di prendere decisioni);
  • problem solving (capacità di risolvere i problemi);
  • pensiero critico;
  • pensiero creativo;
  • comunicazione efficace;
  • empatia;
  • auto-consapevolezza/consapevolezza di sé;
  • gestione delle emozioni;
  • gestione dello stress;
  • relazioni efficaci.

 

Da diversi anni l’OMS (1994) incoraggia l’adozione di modelli di promozione della salute basati sulle Life Skills, intese come competenze/abilità per affrontare i diversi problemi quotidiani che si presentano sul piano personale, relazionale e sociale.

“… Le Life Skills sono le competenze che portano a comportamenti positivi e di  adattamento che rendono l’individuo capace di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni…” .

“….. Le Life Skills, così come noi le intendiamo, possono essere insegnate ai giovani come abilità che si acquisiscono attraverso l’apprendimento e l’allenamento…«

Conservazione a lungo termine

Conservazione a lungo termine

Alfresco e Sinekarta

Conservazione a lungo termine:
soluzione Alfresco-Sinekarta

La conservazione a lungo termine, come specificato dalla deliberazione CNIPA n. 11/2004 del 19 febbraio 2004 “Regole tecniche per la riproduzione e conservazione di documenti su supporto ottico idoneo a garantire la conformità dei documenti agli originali”, definisce le linee guida per la gestione del processo di dematerializzazione degli atti (analogici/digitali) e la conservazione di documenti informatici attraverso la memorizzazione in supporti idonei, concludendosi con l’apposizione del riferimento temporale e della firma digitale da parte del responsabile della conservazione che attesta il corretto svolgimento del processo.

Per implementare la conservazione a lungo termine, secondo la normativa vigente, una soluzione esclusivamente basata sul software non basta. E’ necessario affidarsi a figure professionali specializzate che forniscano un adeguato supporto tecnico e di conoscenza della normativa vigente.

Il servizio di conservazione a lungo termine che ho sviluppato è basato sulla piattaforma Alfresco (sistema DMS open source), integrato con la soluzione Sinekarta e consente la trasformazione di qualsiasi documento in PDF/A ed apporre la firma digitale basata su smartcard o su token USB. Si potrà in questo modo attivare un sistema conforme alla normativa italiana riguardante la conservazione a lungo termine.

L’architettura di un sistema basato su Alfresco/Sinekarta è estremamente semplice.

  • Dal lato server è necessario avere installato Alfresco e Sinekarta. Il server non necessita di hardware particolare, può anche essere un server Linux.
  • Il server deve essere connesso alla rete (intranet o internet) per permettere ad un computer di connettersi tramite browser (è possibile utilizzare qualsiasi browser si desideri, non ci sono vincoli a riguardo).
  • Non è necessario avere un computer super-potente, basta che abbia un browser e sul quale ci sia installato l’Adobe Acrobat Reader per leggere i PDF.

Struttura logica processo

La persona che intende firmare il documento deve possedere la smartcard con la firma digitale oppure l’analogo token USB. Per eseguire la firma digitale il documento viene prima di tutto convertito in PDF/A, un formato che non può contenere macroistruzioni ne codici eseguibili. La firma viene applicata sempre lato server, il documento non deve essere scaricato sul computer per potere essere firmato.

Sinekarta applica la firma nel formato PAdES, ovvero la applica al documento PDF/A senza alterarne la possibilità di essere visualizzato (a differenza del formato .p7m che necessità di estrazione del documento originale) . Il documento firmato con sinekarta rimane quindi un PDF/A il cui originale risiede nel server Alfresco. Dal server può essere scaricato e copiato a piacere.

La verifica che la firma sia stata apposta correttamente può essere fatta tramite qualsiasi Adobe Acrobat Reader; non è necessario avere installato software particolari. Qualsiasi persona che riceve il documento PDF/A firmato può verificare la validità della firma.

Il documento così prodotto da sinekarta è quello che la normativa definisce documento informatico.

L’estrema semplicità del processo identifica la forza della soluzione, basata su un progetto open source, la cui licenza è la GNU GPL v3; ciò significa che non ci sono licenze da acquistare e rinnovare negli anni.

Gli unici costi per l’Ente/Azienda si possono identificare nelle attività di analisi delle necessità, progettazione personalizzata, installazione e configurazione del servizio e nella formazione degli operatori e del responsabile della conservazione sostitutiva, con un’eventuale, ma non necessario, canone di assistenza negli anni successivi (manutenzione ordinaria/straordinaria del servizio, aggiornamenti).

Mozione: manutenzione e interventi migliorativi in area sgambamento cani di via Gramsci e ipotesi per la realizzazione nuova area in zona est a Sondrio.

Sondrio, 19/05/2015

OGGETTO: manutenzione e interventi migliorativi in area sgambamento cani di via Gramsci e ipotesi per la realizzazione nuova area in zona est a Sondrio.

PREMESSO CHE

  • nella nostra cittadina è molto diffuso l’amore per gli animali ed in particolare per i cani, poiché sono numerose le famiglie che sono in possesso di uno o più “nasocoda”;
  • il rapporto tra uomo e animali domestici si è evoluto nel tempo e che i cani sono spesso gli interlocutori favoriti ed i compagni ideali; è necessario quindi che non solo gli individui, ma anche le specie animali, abbiano diritto a un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche, fisiologiche ed etologiche;
  • il benefico supporto psicologico svolto dagli animali da affezione – tra cui naturalmente i cani – è riscontrabile per esempio nel caso di persone sofferenti di disturbi psichici o anche portatori di handicap (come dimostrano numerose e prolungate esperienze vissute nei paesi anglosassoni che stanno incontrando sostegno e favore anche in Italia) e non è un caso che siano sempre più i cani che vivono nelle nostre case, anche presso anziani soli e in difficoltà;
  • gli animali da affezione sono da considerarsi parte integrante della nostra società e come tali degni di ricevere le massime attenzioni come ogni cittadino, degni di rispetto e di cura.

CONSIDERATO CHE

  • molte città si stanno adeguando sempre più alla popolazione canina in aumento con realizzazione di diverse aree esclusive attrezzate adeguatamente e gestite con attenzione sia da operatori incaricati dalle amministrazioni locali che da cittadini consapevoli e sensibili al rispetto della proprietà comune;
  • al fine di favorire la corretta convivenza fra umani e animali, tutelando nel contempo la salute pubblica e l’ambiente, è necessario che il comune promuova e sostenga iniziative e interventi rivolti alla conservazione e al rispetto delle necessità che interessano le popolazioni animali, nel rispetto delle regole civili e dei regolamenti comunali;
  • È altresì necessario apportare alcune modifiche al territorio affinché parte delle aree verdi di proprietà pubblica, diventino zone a misura di padroni e cani, i quali potranno vivere in libertà e senza museruola, espletando i loro bisogni e non disturbando la quiete pubblica;
  • la realizzazione di queste zone riservate sta diventando un’esigenza per molti cittadini che quotidianamente si scontrano con le difficoltà legate all’impedimento di introdurre i propri animali da affezione all’interno delle aree comunali;
  • La richiesta di adeguate aree di svago non andrebbe a beneficio soltanto dei detentori dei cani, ma indirettamente di tutti i cittadini, perché tutti transitano per le strade, affollate da veicoli e a volte con marciapiedi di dimensioni ridotte e dove il traffico quotidiano si svolge nella massima promiscuità di auto, moto, biciclette, persone di tutte le età e animali. Spesso diversi cittadini manifestano fastidio, fino all’intolleranza, nei confronti dei proprietari dei cani che passeggiano lungo le strade col proprio animale anche se tenuto al guinzaglio e ancor più se questo è di taglia grande, creando inutili tensioni e ostilità fra i cittadini. In ultimo, ma non per questo di minor importanza, si ha la possibilità che si verifichino delle situazioni a rischio di incidenti lungo le strade.

APPURATO CHE

  • sul territorio comunale è presente in via Gramsci (zona Piastra – SUD) un singolo spazio esclusivo dove i cani possono correre liberamente, senza guinzaglio e museruola;
  • la stessa area è in condizioni inidonee per una sana e sicura attività all’aperto per i cani e per i cittadini e nello specifico:
  • buche nel terreno profonde;
  • manto erboso in pessime condizioni;
  • rifiuti organici e inorganici presenti nell’area;
  • abbeveratoi colmi di liquido maleodorante e pericoloso sia per animali che per cittadini;
  • scarsa presenza di piante verdi (una pianta di grandi dimensioni completamente spoglia causa fine ciclo vitale e potenzialmente pericolosa);
  • totale assenza di qualunque attrezzatura di svago per gli animali;
  • fermo restando che tali condizioni sono imputabili anche ad un comportamento incivile e di scarsa sensibilità del patrimonio di tutti da parte di alcuni cittadini probabilmente impuniti;

RITENUTO CHE

  • organizzare e dedicare aree attrezzate alla popolazione canina è un gesto di civiltà: i proprietari di quello che è definito il migliore amico dell’uomo accoglieranno positivamente questi spazi destinati proprio a loro, dove far scorrazzare in libertà i propri amici a quattro zampe, seguendoli sempre con sacchetto e paletta, così da mantenere le strade e gli spazi comuni puliti e vivibili; un intervento che aiuterebbe a migliorare la qualità della vita dei cittadini umani e dei cittadini canini.

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

Il Sindaco e l’Assessore competente

 

  1. ad attuare un piano di intervento al fine di migliorare l’attuale area in via Gramsci attraverso:
    1. definizione di tempi di intervento e caratteristica degli stessi;
    2. attuazione di sinergie positive con le associazioni presenti sul territorio comunale e con semplici cittadini che hanno più volte mostrato interesse e volontà di partecipare ad iniziative di miglioramento (ad esempio il gruppo facebook un Cane per Amico – Sondrio con oltre 1.600 iscritti) molti dei quali attenti alle necessità dei cani e dei loro proprietari;
    3. potenziare la dotazione dei supporti al benessere degli animali e dei cittadini con interventi di arricchimento degli accessori per il gioco dei cani (agility dog) e il benessere consapevole e civile dei padroni;
    4. modificare il regolamento di accesso inasprendo le sanzioni dei cittadini irrispettosi delle basilari regole di civiltà e buon senso con particolare attenzione alla salute di cani e cittadini;
  1. ad identificare un’area aggiuntiva nel territorio comunale per una “non remota” realizzazione di una seconda possibilità per i cittadini con cane – area est di Sondrio – e nel contempo favorire un momento di incontro con associazioni e aziende di settore interessate ad una sinergica attività finalizzata alla realizzazione di spazi adeguati.

Gianfranco Bordoni – Consigliere Comunale per “Rilanciamo Sondrio”

 

 

Mozione: Interventi di contrasto alle dipendenze da gioco d’azzardo (seconda mozione del 2015).

Sondrio, 12 marzo 2015

OGGETTO: Interventi di contrasto alle dipendenze da gioco d’azzardo.

PREMESSO CHE

  • in data 22 giugno 2013 è stata presentata dallo scrivente una prima mozione che richiedeva all’attuale amministrazione un forte impegno per contrastare lo sviluppo di patologie legate al gioco d’azzardo (G.A.P. – gioco d’azzardo patologico) e che la stessa è stata bocciata;
  • nei primi mesi del 2014 codesta Amministrazione ha aderito all’iniziativa “1000 piazze contro l’azzardo” promossa dal Manifesto dei Sindaci della Lega delle autonomie (adesione richiesta nella precedente mia mozione e non approvata dalla maggioranza);

CONSIDERATO CHE

  • il gioco d’azzardo patologico costituisce anche nella provincia di Sondrio uno dei nuovi fenomeni di forte allarme sociale per le conseguenti ripercussioni negative sulle attività personali, familiari e lavorative delle persone affette da dipendenza;
  • secondo la letteratura scientifica, il gioco d’azzardo patologico rientra tra i disturbi del controllo degli impulsi e ha grande affinità con le manifestazioni impulsivo-ossessive ed, in particolare, con i comportamenti d’abuso e dipendenza;
  • spesso il giocatore, vittima della propria compulsività, è indotto a compiere condotte antigiuridiche per ottenere denaro, senza tralasciare i possibili aspetti connessi alla criminalità che sfrutta tali situazioni di vulnerabilità per trarre enormi profitti;
  • che la diffusione dei giochi leciti in denaro, quali ad es. superenalotto, lotterie istantanee, slot machine, videopoker ed altre ancora ha assunto una dimensione rilevante anche presso quegli esercizi pubblici (bar e tabaccherie) che per loro stessa natura sono frequentati quotidianamente da ogni categoria di clienti, ivi compresi soggetti particolarmente a rischio di dipendenza, quali adolescenti, ragazzi e anziani;
  • che con il proliferare delle nuove tecnologie informatiche ed internet sempre più accessibile, il giocatore patologico diventa a tratti difficilmente individuabile, alimentandone l’isolamento e favorendone così l’alienazione dalla realtà circostante;
  • che numerose Amministrazione Comunali hanno attuato significativi provvedimenti atti a limitare e regolamentare il gioco d’azzardo nonché a prevenire e contrastare i fenomeni di dipendenza da gioco, anche attraverso incentivi a favore di attività commerciali che decidono di non offrire servizi legati al gioco d’azzardo;
  • che per fronteggiare e ridurre gli effetti connessi al fenomeno del gioco d’azzardo patologico si rende necessario un approccio integrato e sistematico, che veda il coinvolgimento dei diversi attori preposti, nel rispetto delle precipue competenze, attraverso un’azione armonica, unitaria e coordinata volta a rafforzare la cultura della legalità e della responsabilità etica, avendo cura della tutela delle situazioni di fragilità, con particolare riguardo alle fasce deboli della popolazione (minori ed anziani);
  • che si rende altresì necessario implementare ulteriormente i servizi di controllo amministrativo degli esercizi commerciali, dove sono installati gli apparecchi da gioco, allo scopo di verificare il puntuale rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia, in ordine al possesso dei titoli autorizzatori e dei requisiti soggettivi richiesti;
  • che accanto al contrasto e alla prevenzione dei fenomeni illeciti nel settore del gioco e delle scommesse on line è opportuno affiancare un azione di sensibilizzazione sui pericoli e i rischi legati specificatamente a tale modalità di gioco;
  • che, sul piano della responsabilità etica, si rende necessario promuovere specifiche iniziative, volte a sensibilizzare i fornitori di fun games e i gestori dei pubblici esercizi sulle complesse problematiche, familiari, finanziarie, psicologiche, connesse al gioco d’azzardo patologico;
  • che si rende altresì necessario istituire, auspicabilmente a livello provinciale, presso la Prefettura, un tavolo interistituzionale di confronto, al fine di procedere al monitoraggio del fenomeno e all’individuazione degli interventi da porre in essere, nell’ambito di un sistema integrato di Rete con tutti i soggetti pubblici e privati interessati, atti a tutelare le persone affette da dipendenza, riconducendo ad unità le iniziative già avviate sul territorio, che non devono essere sporadiche ed estemporanee ma continue e sistematiche;
  • che un valore aggiunto, ai fini della prevenzione del fenomeno, è rappresentato dal contributo delle associazioni di categoria, delle associazioni dei consumatori, del mondo del volontariato e della scuola, attraverso specifici percorsi orientati all’educazione, alla promozione della salute ed alla consapevolezza dei rischi connessi alle dipendenze dal gioco di azzardo patologico;

RITENUTO

  • fondamentale adottare delle misure che intervengano alla radice di questa problematica, prevenendo l’abuso dei giochi d’azzardo legalizzati, rendendo consapevoli tutte le persone dei rischi in cui possono
  • importante intensificare, anche  per Sondrio, un’efficace  campagna  di sensibilizzazione e di contrasto al fenomeno della ludodipendenza, articolata attraverso:
    • un censimento “dinamico” degli esercizi commerciali che offrono intrattenimento basato sul gioco d’azzardo;
    • un’attività educative rivolto a studenti di ogni ordine e grado;
    • il rispetto dell’obbligo, stabilito dal D.L. 158/2012, art. 7 – commi da 4 a 6 (decreto Balduzzi) di avvisi, realizzati dalle ASL in collaborazione con Regione Lombardia, posizionati all’ingresso, nelle aree interne e a lato delle macchinette con l’avviso sui rischi del gioco d’azzardo e sulle probabilità di vincita;
    • il rispetto della legge regionale n.8 del 21 ottobre 2013 “Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico”;
    • forme di regolamentazione dell’utilizzo dei videopoker e delle slot machines attraverso la definizione di fasce orarie “protette”;
    • il controllo capillare che attesti la legalità dei giochi presso i locali pubblici (numero massimo di apparati installati, configurazione corretta, informazione visibile e fruibile);
    • l’offerta, a titolo gratuito, alle attività commerciali che rinunciano ad attivare Slot Machine, VLT, lotterie istantanee, “gratta e vinci”, una visibilità nel sito comunale e canali attivi su social network gestiti da codesta Amministrazione, destinando anche spazi pubblicitari gratuiti per gli stessi negli spazi di affissione pubblici.
    • Maggiori incentivi economici (e di conseguenza disincentivi) per le attività commerciali che rinunciano ai “facili guadagni” prodotti dall’installazione e dall’utilizzo di questi terminali (la Regione Lombardia ha diversificato l’aliquota IRAP pari allo 0,92%);

Si tratterebbe pertanto di una iniziativa di prevenzione e di verifica del rispetto delle attuali norme, avente la valenza di educare e di tutelare la popolazione locale al fine di renderla maggiormente consapevole e nel contempo proteggere la comunità da situazioni di potenziale sviluppo di criminalità organizzata, senza trascurare un’azione nei confronti dei gestori di pubblici esercizi di incentivo ad una capillare riduzione dello sviluppo smisurato di offerte di gioco d’azzardo.

FERMI RESTANDO

i regimi autorizzativi, le evoluzioni legislative, i controlli e le sanzioni attualmente in vigore.

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta Comunale

 

  1. implementare sul territorio il lavoro in rete tra gli Enti Locali, la ASL, le Associazioni di categoria, le Associazioni dei consumatori, l ‘Ufficio Scolastico Provinciale, le Associazioni di volontariato e le Forze dell’Ordine attraverso l’istituzione, presso la Prefettura, di un tavolo provinciale di confronto interistituzionale, al fine di procedere al monitoraggio del fenomeno ed all’individuazione degli interventi tesi a potenziare l’informazione e la formazione dei cittadini e a tutelare le persone vittime della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico;
  2. rafforzare i servizi di controllo amministrativo degli esercizi pubblici, nonché dei circoli privati, dove sono installati gli apparecchi automatici da gioco, attraverso la costituzione di un tavolo tecnico permanente, presso la Questura, con il coinvolgimento dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, al fine di pianificare i servizi di controllo sulla rete del gioco legale, finalizzati a verificare il rispetto delle norme a tutela dei minori ed il possesso dei prescritti titoli autorizzatori. A tal fine, si dovrà attivare un sistema di interscambio informativo, utile alla programmazione dei controlli, con particolare riguardo ai punti di offerta posizionati in prossimità di luoghi sensibili (scuole, luoghi di culto, ecc.);
  3. attivare e armonizzare, su tutto il territorio della provincia, con il coinvolgimento delle Associazioni di categoria e di volontariato interessate, specifiche iniziative comunicative di forte appeal sui giovani o fasce definite “deboli”, volte a promuovere la cultura del gioco responsabile, attraverso l’organizzazione di mirate campagne di sensibilizzazione e di informazione sul tema delle dipendenze da gioco d’azzardo patologico;
  4. sviluppare in particolare, con il supporto del Servizio di polizia postale e delle comunicazioni della Polizia di Stato, campagne di sensibilizzazione rivolte ai minori e alle loro famiglie sui rischi derivanti dall’uso improprio e irresponsabile della rete e di quelli specifici connessi ai giochi d’azzardo che possono essere effettuati online;
  5. potenziare la collaborazione interistituzionale tra il SERT della ASL ed i Servizi Sociali dei Comuni, attraverso la costituzione di punti di ascolto/orientamento, la cui attività potrà essere anche effettuata da personale abilitato in servizio presso i predetti Uffici dei servizi sociali comunali, e l’espletamento delle attività di counselling, diagnosi e sostegno psicologico alle persone dipendenti dal gioco d’azzardo patologico ed ai loro familiari
  6. promuovere ed organizzare, d’intesa con la ASL ed i Comuni della provincia, mirati corsi di formazione sulla problematica rivolti al personale, dirigente e non, dei Servizi Sociali dei Comuni;
  7. sensibilizzare, con il coinvolgimento delle Associazioni di categoria, gli operatori economici, bancari e finanziari sulla delicata e complessa problematica del gioco d’azzardo patologico e le conseguenti ripercussioni negative sul piano sociale, familiare e lavorativo;
  8. predisporre, d’intesa con le Associazioni di categoria, specifiche misure di prevenzione del gioco d’azzardo patologico da attuare a cura degli esercenti aderenti, tra cui la riduzione della pubblicità indiscriminata ed incontrollata all’esterno degli esercizi commerciali;
  9. promuovere l’adozione del marchio “No Slot” ideato da Regione Lombardia che identifichino gli esercizi commerciali che aderiscono alle azioni di prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo patologico;
  10. avviare, con il coinvolgimento dell’Ufficio Scolastico Provinciale, tenuto conto che il fenomeno del gioco d’azzardo patologico coinvolge in modo esponenziale anche i giovani minori, specifici percorsi di educazione alla legalità, di promozione della salute e di consapevolezza dei rischi, mettendo a sistema le buone prassi e le iniziative già avviate da istituti scolastici sul territorio della provincia;
  11. creare delle occasioni pubbliche di confronto, con il coinvolgimento della società civile, degli operatori, dei pubblici esercenti, delle Associazioni di categoria e di volontariato, in un’ottica di strategia di interventi di rete, allo scopo di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla problematica relativa a quelle forme di compulsività del gioco d’azzardo patologico distruttive della vita, delle relazioni sociali e familiari;
  12. promuovere l’organizzazione di appositi corsi di formazione per gli insegnanti, gli studenti, gli esercenti pubblici ed i cittadini sulla delicata e complessa problematica del gioco d’azzardo patologico e sui conseguenti molteplici effetti negativi, i cui contenuti saranno finalizzati al perseguimento di obiettivi dedicati (prevenzione, sensibilizzazione, rilevamento precoce di situazioni problematiche, ecc .. ) ;
  13. promuovere specifiche attività di informazione e formazione degli operatori commerciali, a cura degli organi preposti all’attività di vigilanza e di controllo, con particolare riguardo alle disposizioni normative vigenti in materia.
  14. a sollecitare il Governo e il Parlamento affinché si impegni a dare seguito ad una revisione della Legge in materia di gioco d’azzardo mettendo in atto strumenti che limitino il gioco d’azzardo, con  lo  scopo  di  tutelare  i  cittadini  e  ritornando  a  quella vocazione che deve intravedere nei Cittadini degli esseri umani e non dei semplici numeri da inserire in un bilancio.

Gianfranco Bordoni – Consigliere Comunale per “Rilanciamo Sondrio”

 

Mozione: : Interventi di contrasto alle dipendenze da gioco d’azzardo.

Sondrio, 22 giugno 2013

OGGETTO: Interventi di contrasto alle dipendenze da gioco d’azzardo.

PREMESSO

  • che anche nella nostro comune si stanno diffondendo in molti locali slot machines e videopoker, con cui moltissime persone, anche giovani, trascorrono molto tempo della propria giornata con la vana speranza di vincere dei soldi;
  • che tali macchinette hanno sostituito quasi tutti gli altri giochi tradizionali e inducono singole persone a spendere quotidianamente quantità di denaro importanti;
  • che malgrado le entrate per lo Stato siano ingenti è impensabile che in momenti di crisi lo Stato stesso diventi la causa della rovina di numerose famiglie;
  • che in molti casi si viene ad instaurare un vero e proprio rapporto patologico compulsivo di dipendenza tra il gioco e l’utente: l’avventore, per recuperare i soldi persi continua a giocare, anche per ore, ed in tal modo spesso dissipa tutto quello di cui dispone;
  • che la ludodipendenza (ludopatia) è uno stato psichico caratterizzato da modificazioni del comportamento o reazioni che determinano la compulsione a giocare continuamente e ripetutamente;
  • si evidenzia altresì che l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha catalogata come una vera propria patologia e l’Associazione Psichiatrica Americana l’ha inserita all’interno della categoria “disturbi del controllo degli impulsi”;
  • che le conseguenze vanno ad incidere sia sul lato economico, che sulla dimensione affettiva e sociale: sovente chi è dipendente mette da parte i legami affettivi con i propri familiari creando un vita relazionale ; le slot machines ed i video poker comunque non sono gli unici protagonisti della situazione stigmatizzata nella presente mozione; figurano, altresì, ulteriori giochi come il “gratta e vinci” o il lotto e le scommesse sportive;
  • che il problema sollevato sta assumendo i contorni di una vera e propria piaga sociale dove la scena dell’azzardo non è più occupata dai giocatori incalliti ma da milioni di persone che non percepiscono questa loro condizione.

CONSIDERATO

  • che i dati epidemiologici di questa vera e propria malattia (molto simile alla dipendenza da alcol e droga) hanno già da tempo indotto i servizi di alcune Aziende Sanitarie, a formare delle “task force” specializzate presso i Sert, dove le vittime possono rivolgersi per ricevere assistenza ed avviare un percorso di recupero
  • che il problema più evidente è quello della compulsività che spinge diverse persone a non effettuare giocate sporadiche ma stazionare diverse ore al giorno davanti alle “macchinette mangiasoldi”, e l’uso distorto che di queste si fa in alcuni circoli privati.
  • che le difficoltà economiche attuali che stanno colpendo il nostro territorio, purtroppo, spingono un numero crescente di persone a cercare una via d’uscita tentando la fortuna con queste macchinette e peggiorando così la loro situazione economica. In particolare si stima che su tutto il territorio nazionale le persone affette da ludopatia siano circa 800.000, dato sicuramente approssimativo ed in crescita;
  • che tali macchinette molto spesso trasformano le difficoltà economiche in veri e propri drammi sociali ed umani che restano a carico di tutta la comunità.
  • che l’obiettivo di un’amministrazione comunale è quello di ridurre i problemi dei cittadini, e se possibile, prevenirli,  disincentivando  ed  evitando  l’abuso  di  forme  di  gioco  d’azzardo,  che provocano gravi danni economici e sociali alle famiglie;
  • che contrastare questo fenomeno a livello comunale è possibile, con varie modalità, ed infatti sono già state prese misure in altri comuni come Empoli (in cui è stato vietato l’utilizzo delle macchinette alla mattina), od il comune di Enego (Vicenza) in cui il sindaco, in alcuni giorni ed orari, le vieta per “motivi sanitari” ed ha provveduto a «la necessità di porre dei limiti, quanto meno temporali, su tutto il territorio comunale, dell’uso di apparecchi automatici di gioco che generano vincite»;

RITENUTO

  • fondamentale adottare delle misure che intervengano alla radice di questa problematica, prevenendo l’abuso dei giochi d’azzardo legalizzati, rendendo consapevoli tutte le persone dei rischi in cui possono
  • importante intensificare, anche  per Sondrio, un’efficace  campagna  di sensibilizzazione e di contrasto al fenomeno della ludodipendenza, articolata attraverso:
    • attività educative;
    • campagna pubblicitaria anche mediante l’uso cartelloni posizionati su autobus, in prossimità di scuole e luoghi di aggregazione e spot televisivi su canali locali;
    • il rispetto dell’obbligo, stabilito dal D.L. 158/2012, art. 7 – commi da 4 a 6 (decreto Balduzzi) di cartelli posizionati all’ingresso, nelle aree interne e a lato delle macchinette con l’avviso sui rischi del gioco d’azzardo e sulle probabilità di vincita;
    • forme di regolamentazione dell’utilizzo dei videopoker e delle slot machines;
    • controllo capillare che attesti la legalità dei giochi presso i locali pubblici (numero massimo di apparati installati, configurazione corretta);
    • distribuzione di materiale informativo e gadgets;

Si tratterebbe pertanto di una campagna di prevenzione, non di una politica proibizionista, avente la valenza di educare la popolazione locale al fine di renderla maggiormente consapevole dei rischi in cui si può incorre giocando continuamente d’azzardo, in linea con il vecchio adagio: “prevenire è meglio che curare“.

FERMI RESTANDO

i regimi autorizzativi, le evoluzioni legislative, i controlli e le sanzioni attualmente in vigore.

 

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta Comunale

  1. a programmare un’efficace attività educativa nei confronti dei cittadini al fine di ridurre e contrastare le forme patologiche di dipendenza dal gioco, anche attraverso campagne pubblicitarie di sensibilizzazione ed informazione contro la compulsività e la dipendenza nei confronti del gioco d’azzardo;
  2. a predisporre un adeguato sostegno ai progetti di cura e contrasto delle ludopatie;
  3. a studiare ed attuare forme di disincentivazione dell’utilizzo delle slot machine negli esercizi pubblici presenti sul territorio con eventuali sgravi e piccole agevolazioni volte a favorire e privilegiare gli esercizi cosiddetti “No Slot”;
  4. a contrastare e proibire l’utilizzo delle slot machine e qualsiasi altro apparecchio con vincite in denaro nei circoli privati che spesso vengono trasformati pericolosamente in circoli per il gioco d’azzardo;
  5. ad approfondire lo studio del fenomeno e la vastità della sua diffusione coinvolgendo la ASL di Sondrio e altri soggetti che possano contribuire ad approfondire la conoscenza (Camera di Commercio, Associazioni di categoria, scuole di ogni ordine e grado, Forze dell’Ordine), nonché movimenti ed associazioni presenti sul territorio che da tempo hanno dichiarato battaglia contro lo sviluppo esponenziale di codesta attività.
  6. ad adottare un regolamento specifico in ordine all’utilizzo dei videopoker e delle slot machines nei locali pubblici del Comune (laddove presenti);
  7. a predisporre un regolamento che imponga l’obbligatorietà di sistemi di videosorveglianza, nei locali che hanno al loro interno slot machine, con lo scopo di prevenirne l’utilizzo da parte di minorenni e che imponga regole più stringenti per le sale di nuova apertura, quali la distanza da luoghi sensibili e dagli incroci.
  8. in sinergia con le autorità preposte, ad esercitare un controllo sulla legalità dei giochi resi disponibili per il pubblico, prevedendo la chiusura del locale qualora si riscontri la presenza di apparecchiature illegali e/o mancato rispetto della normativa vigente (peraltro estremamente lacunosa);
  9. ad aderire al “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” che conta la partecipazione di oltre 200 Comuni d’Italia (allegato);
  10. a sollecitare il Governo e il Parlamento affinché si impegni a dare seguito ad una revisione della Legge in materia di gioco d’azzardo mettendo in atto strumenti che limitino il gioco d’azzardo o quantomeno  le  somme  procapite,  con  lo  scopo  di  tutelare  i  cittadini  e  ritornando  a  quella vocazione che deve intravedere nei Cittadini degli esseri umani e non dei semplici numeri da inserire in un bilancio.

Gianfranco Bordoni – Consigliere Comunale per “Rilanciamo Sondrio”

 

Mozione: Interventi a tutela della sicurezza degli automobilisti in transito sulla S.S. 38 all’altezza del polo commerciale sito nel Comune di Castione Andevenno (SO)

Sondrio, 16 febbraio 2015

OGGETTO: Interventi a tutela della sicurezza dei pedoni nella fruizione degli attraversamenti pedonali in alcune zone della città.

PREMESSO CHE

  • si vuole sensibilizzare codesta Amministrazione ad attuare tutte quelle iniziative ed interventi che possano aumentare la sicurezza degli attraversamenti pedonali siti in diverse strade della città di Sondrio;
  • in Italia nel 2014 gli incidenti che hanno visto coinvolti pedoni nell’attraversamento delle strisce pedonali sono stati oltre 450 e tra questi 50 risultati fatali per i pedoni; le vittime sono soprattutto anziani ultra settantenni, bambini e giovani;

CONSIDERATO CHE

  • nelle strade di periferia (ad esempio via Tonale, Via Fiume, Via Nani, Via A. Moro ecc..) diverse sono le situazioni a rischio per il pedone:
    • strisce pedonali usurate dal traffico e dalle condizioni meteorologiche, scarsamente manutenute, con conseguente compromissione della visibilità sia da parte dell’automobilista (soprattutto in orario diurno) che dal pedone stesso;
    • zone oscure causate dalla vegetazione ai margini della strada che, soprattutto nella stagione primaverile ed estiva, creano coni d’ombra particolarmente pericolosi per il pedone e per l’automobilista in approccio all’attraversamento pedonale;
    • assenza di segnalazione luminosa e/o strisce rumorose di avvertimento e dissuasione;
    • scarsa illuminazione a causa di tecnologie al fosforo superate e posizionamento di lampioni a volte non coerenti con la disposizione della segnaletica orizzontale (Via Tonale dal sottopasso – palazzo Telecom – verso il parcheggio del Campus);
    • non ultima una scarsa “civiltà” di automobilisti che, in totale disprezzo dell’altrui incolumità, non rispettano i limiti di velocità imposti dal codice della strada ma soprattutto dal buon senso ;

RITENUTO CHE

  • fondamentale è adottare tutte quelle iniziative e soluzioni tecnologiche che favoriscano la sicurezza dei nostri cittadini che fruiscono degli attraversamenti pedonali dislocati nella nostra città;
  • importante è intensificare la presenza di forze dell’ordine che possano attuare azioni deterrenti e sanzionatorie verso tutti coloro colti ad infrangere il codice della strada (soprattutto in orario serale/notturno);
  • efficace è la progettazione di un piano di investimento finalizzato al potenziamento della segnaletica luminosa ad alto impatto visivo e un utilizzo di tecnologie LED a basso consumo, con passaggi pedonali luminosi intelligenti con modalità sia “attiva” (a chiamata) che “passiva” (con sensore di prossimità e utilizzo di sistemi con tecnologia “intelligent dimming”).
  • Indispensabile creare la cultura del rispetto di regole elementari per una guida sicura degli automobilisti ed un comportamento consapevole e rispettoso da parte dei pedoni (ad esempio l’uso di telefoni cellulari da parte dei pedoni in approccio ad un attraversamento pedonale dovrebbe essere sanzionato quanto l’uso dello stesso da parte degli automobilisti)

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

Il Sindaco e l’Assessore competente

  1. ad attuare un piano di intervento al fine di progettare e realizzare, nel più breve tempo possibile, iniziative volte alla messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali attraverso l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione e soluzioni intelligenti, oggi disponibili nel mercato ed adottate da molti comuni italiani:
  2. a migliorare la manutenzione del verde cittadino prestando maggior attenzione al contenimento della crescita degli alberi frondosi in prossimità degli impianti di illuminazione stradale collocati a ridosso degli attraversamenti pedonali;
  3. pianificare un presidio costante di polizia municipale a tutela dei pedoni e con azione deterrente verso abitudini scorrette e potenzialmente pericolose caratterizzanti la guida di automobilisti e pedoni;

Gianfranco Bordoni – Consigliere Comunale per “Rilanciamo Sondrio”

 

Mozione: Interventi a tutela della sicurezza dei pedoni nella fruizione degli attraversamenti pedonali in alcune zone della città.

Sondrio, 16 febbraio 2015

OGGETTO: Interventi a tutela della sicurezza dei pedoni nella fruizione degli attraversamenti pedonali in alcune zone della città.

 

PREMESSO CHE

  • si vuole sensibilizzare codesta Amministrazione ad attuare tutte quelle iniziative ed interventi che possano aumentare la sicurezza degli attraversamenti pedonali siti in diverse strade della città di Sondrio;
  • in Italia nel 2014 gli incidenti che hanno visto coinvolti pedoni nell’attraversamento delle strisce pedonali sono stati oltre 450 e tra questi 50 risultati fatali per i pedoni; le vittime sono soprattutto anziani ultra settantenni, bambini e giovani;

CONSIDERATO CHE

  • nelle strade di periferia (ad esempio via Tonale, Via Fiume, Via Nani, Via A. Moro ecc..) diverse sono le situazioni a rischio per il pedone:
    • strisce pedonali usurate dal traffico e dalle condizioni meteorologiche, scarsamente manutenute, con conseguente compromissione della visibilità sia da parte dell’automobilista (soprattutto in orario diurno) che dal pedone stesso;
    • zone oscure causate dalla vegetazione ai margini della strada che, soprattutto nella stagione primaverile ed estiva, creano coni d’ombra particolarmente pericolosi per il pedone e per l’automobilista in approccio all’attraversamento pedonale;
    • assenza di segnalazione luminosa e/o strisce rumorose di avvertimento e dissuasione;
    • scarsa illuminazione a causa di tecnologie al fosforo superate e posizionamento di lampioni a volte non coerenti con la disposizione della segnaletica orizzontale (Via Tonale dal sottopasso – palazzo Telecom – verso il parcheggio del Campus);
    • non ultima una scarsa “civiltà” di automobilisti che, in totale disprezzo dell’altrui incolumità, non rispettano i limiti di velocità imposti dal codice della strada ma soprattutto dal buon senso ;

RITENUTO CHE

  • fondamentale è adottare tutte quelle iniziative e soluzioni tecnologiche che favoriscano la sicurezza dei nostri cittadini che fruiscono degli attraversamenti pedonali dislocati nella nostra città;
  • importante è intensificare la presenza di forze dell’ordine che possano attuare azioni deterrenti e sanzionatorie verso tutti coloro colti ad infrangere il codice della strada (soprattutto in orario serale/notturno);
  • efficace è la progettazione di un piano di investimento finalizzato al potenziamento della segnaletica luminosa ad alto impatto visivo e un utilizzo di tecnologie LED a basso consumo, con passaggi pedonali luminosi intelligenti con modalità sia “attiva” (a chiamata) che “passiva” (con sensore di prossimità e utilizzo di sistemi con tecnologia “intelligent dimming”).
  • Indispensabile creare la cultura del rispetto di regole elementari per una guida sicura degli automobilisti ed un comportamento consapevole e rispettoso da parte dei pedoni (ad esempio l’uso di telefoni cellulari da parte dei pedoni in approccio ad un attraversamento pedonale dovrebbe essere sanzionato quanto l’uso dello stesso da parte degli automobilisti)

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

 

Il Sindaco e l’Assessore competente

 

  1. ad attuare un piano di intervento al fine di progettare e realizzare, nel più breve tempo possibile, iniziative volte alla messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali attraverso l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione e soluzioni intelligenti, oggi disponibili nel mercato ed adottate da molti comuni italiani:
  2. a migliorare la manutenzione del verde cittadino prestando maggior attenzione al contenimento della crescita degli alberi frondosi in prossimità degli impianti di illuminazione stradale collocati a ridosso degli attraversamenti pedonali;
  3. pianificare un presidio costante di polizia municipale a tutela dei pedoni e con azione deterrente verso abitudini scorrette e potenzialmente pericolose caratterizzanti la guida di automobilisti e pedoni;

 

Gianfranco Bordoni – Consigliere Comunale per “Rilanciamo Sondrio”

 

Mozione di Consiglio Comunale: Interventi a tutela della sicurezza di pendolari fruitori del servizio Trenord da e verso Milano

Sondrio, 16 febbraio 2015

OGGETTO: Interventi a tutela della sicurezza di pendolari fruitori del servizio Trenord da e verso Milano.

PREMESSO CHE

  • Sono sempre più frequenti denunce di cittadini, che per ragioni di lavoro e/o studio fruiscono del “servizio” di Trenord S.p.A., vittime di atti di aggressione, rapine effettuate sotto la minaccia di armi da taglio, nonché furti con destrezza (borseggi);
  • Sono soprattutto i viaggiatori dei treni da e verso Milano, in orario serale, ad essere bersaglio di malviventi che, favoriti da una quasi totale assenza di agenti di pubblica sicurezza (Polizia Ferroviaria – Polfer – che per sua istituzione dovrebbe garantire la sicurezza nelle stazioni e sui treni), si rendono responsabili di atti criminali che restano impuniti;
  • Come testimoniato da numerosi servizi giornalistici, spesso i responsabili di questi atti contro la sicurezza dei cittadini sono giovani appartenenti a comunità etniche non integrate completamente, frequentemente responsabili di atti vandalici costosi per la comunità e che, nel totale disprezzo delle regole civili e del bene pubblico, quasi in un delirio di onnipotenza da impunità dichiarata, reiterano tali crimini, evolvendosi in tecniche di guerriglia urbana sempre più raffinate e pericolose.

CONSIDERATO CHE

  • Anche per il 2015 Regione Lombardia ha confermato, grazie all’investimento di 6.1 milioni di euro, la gratuità totale per agenti ed ufficiali delle forze dell’ordine su tutti i mezzi pubblici di Lombardia;

RITENUTO CHE

  • fondamentale è adottare tutte quelle iniziative che favoriscano la sicurezza dei nostri cittadini che utilizzano i mezzi di trasporto pubblico ferroviario;
  • importante è intensificare la presenza di forze dell’ordine nelle tratte a rischio (Lecco – Monza – Milano) nelle fasce orarie considerate “a rischio” per i cittadini;
  • efficace è una campagna di informazione nei confronti dei cittadini su come prevenire situazioni di potenziale pericolo, con l’obiettivo non ultimo di dissuadere da improvvisate reazioni di autodifesa che, se non supportate da tecniche e modalità adeguate, potrebbero configurare un pericolo assai più grave per l’incolumità.

Alla luce di tutto quanto premesso,

IMPEGNA

 

Il Sindaco e la Giunta Comunale

  1. a concertare con Trenord S.p.A. e Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza nonché Polizia Ferroviaria) strategie evolutive che possano migliorare le condizioni di sicurezza dei cittadini viaggiatori;
  2. a valutare la fattibilità di realizzare “carrozze sicure”, attraverso sistemi di videosorveglianza e allarmistica verso le Forze dell’Ordine, con evidente positiva ricaduta nella prevenzione di atti criminali che sempre più frequentemente si manifestano e che sono testimoniate attraverso articoli di cronaca riportati dai quotidiani locali e nazionali;
  3. a monitorare con attenzione, attraverso la ricostruzione del pregresso ed un costante misura dell’attuale, come le eventuali iniziative intraprese possano essere, attraverso la reiterazione dei processi, migliorate e rese più efficaci.

 

Gianfranco Bordoni – Consigliere Comunale per “Rilanciamo Sondrio